“Sta­re in pie­di è più che sta­re eretti”

Stare in piedi in sicurezza, partecipare attivamente – il sistema di posizione eretta adatto per ogni fase di sviluppo - La FSCMA – La vostra consulente indipendente e fornitrice di servizi per i mezzi ausiliari in Svizzera 2
Sicher stehen, aktiv teilnehmen – das passende Stehsystem für jede Entwicklungsphase - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz 2
Fon­te: Sun­ri­se Medi­cal — Lec­key Squiggles+

Chi può sta­re in pie­di di soli­to non ci pen­sa. Ci si alza, si pren­de una taz­za dal­l’ar­ma­dio, si mesco­la in padel­la, ci si gira ver­so qual­cu­no duran­te una con­ver­sa­zio­ne o ci si alza per un momen­to per­ché sta­re sedu­ti a lun­go diven­ta sco­mo­do. Sta­re in pie­di fa par­te del­la quo­ti­dia­ni­tà in modo così natu­ra­le che il suo signi­fi­ca­to diven­ta spes­so visi­bi­le solo quan­do non è pos­si­bi­le o lo è solo con supporto. 

Per le per­so­ne con mobi­li­tà ridot­ta, sta­re in pie­di può quin­di esse­re mol­to più di una misu­ra tera­peu­ti­ca. Può soste­ne­re il cor­po, faci­li­ta­re la vita quo­ti­dia­na e con­sen­ti­re nuo­ve for­me di par­te­ci­pa­zio­ne. Allo stes­so tem­po, sta­re in pie­di non è un obiet­ti­vo fine a sé stes­so. Deve adat­tar­si alla per­so­na, alla situa­zio­ne fisi­ca e alla vita quotidiana. 

È pro­prio qui che sta la sfi­da. Non tut­ti i mez­zi ausi­lia­ri sono adat­ti a ogni per­so­na. Non tut­te le fun­zio­ni di posi­zio­ne eret­ta ven­go­no effet­ti­va­men­te uti­liz­za­te nel­la vita quo­ti­dia­na. E non tut­te le buo­ne idee teo­ri­che fun­zio­na­no poi tra il tavo­lo del­la cuci­na, l’au­la sco­la­sti­ca, il posto di lavo­ro, i tra­sfe­ri­men­ti, lo spa­zio limi­ta­to e i gior­ni in cui l’e­ner­gia sem­pli­ce­men­te non è sufficiente. 

Il cor­po ha biso­gno di alternanza

Dal pun­to di vista pro­fes­sio­na­le, sta­re in pie­di rego­lar­men­te può sup­por­ta­re diver­se fun­zio­ni cor­po­ree. Tra que­ste, la cir­co­la­zio­ne, la respi­ra­zio­ne e la dige­stio­ne. Inol­tre, può pre­ve­ni­re le contratture. 

Una con­trat­tu­ra è l’ac­cor­cia­men­to o il restrin­gi­men­to di un tes­su­to, ad esem­pio un musco­lo, un ten­di­ne o i lega­men­ti. Por­ta a una limi­ta­zio­ne del movi­men­to o a una defor­mi­tà for­za­ta nel­le arti­co­la­zio­ni adia­cen­ti. Le con­trat­tu­re pos­so­no esse­re rever­si­bi­li o irreversibili.- 

Nei bam­bi­ni si aggiun­ge un’ul­te­rio­re dimen­sio­ne. Sono in cre­sci­ta. Il loro cor­po si svi­lup­pa, le loro ossa e arti­co­la­zio­ni cam­bia­no, la loro per­ce­zio­ne del mon­do vie­ne costan­te­men­te rior­ga­niz­za­ta. Se un bam­bi­no non può sta­re in pie­di auto­no­ma­men­te, si pone quin­di pre­co­ce­men­te la que­stio­ne di come la posi­zio­ne eret­ta pos­sa esse­re sup­por­ta­ta in modo signi­fi­ca­ti­vo. Non si trat­ta di uti­liz­za­re un mez­zo ausi­lia­rio il più rapi­da­men­te pos­si­bi­le, ma di con­si­de­ra­re per tem­po le pos­si­bi­li­tà di svi­lup­po. Soprat­tut­to nei bam­bi­ni pic­co­li, sta­re in pie­di può esse­re signi­fi­ca­ti­vo, tra l’al­tro, per lo svi­lup­po del­l’an­ca. Se l’an­ca non è suf­fi­cien­te­men­te cari­ca­ta o gui­da­ta, a secon­da del­la situa­zio­ne, pos­so­no veri­fi­car­si malformazioni.
Mol­ti geni­to­ri accol­go­no il pri­mo mez­zo ausi­lia­rio con riser­va. Que­sto è com­pren­si­bi­le. Un mez­zo ausi­lia­rio ren­de visi­bi­le che un bam­bi­no ha biso­gno di sup­por­to. Soprat­tut­to il pas­sag­gio dal pas­seg­gi­no a una sedia a rotel­le, a un deam­bu­la­to­re o a un altro tipo di assi­sten­za può esse­re emo­ti­va­men­te dif­fi­ci­le. Tut­ta­via, que­sti mez­zi offro­no ai bam­bi­ni l’ac­ces­so a espe­rien­ze, movi­men­ti e situa­zio­ni quo­ti­dia­ne che altri­men­ti potreb­be­ro man­ca­re. La pre­oc­cu­pa­zio­ne che un mez­zo ausi­lia­rio pos­sa ridur­re la moti­va­zio­ne a impa­ra­re a cam­mi­na­re è com­pren­si­bi­le. In pra­ti­ca, tut­ta­via, si osser­va spes­so che i bam­bi­ni che voglio­no cam­mi­na­re e che han­no i requi­si­ti fisi­ci per far­lo non per­do­no que­sto obiet­ti­vo solo per­ché usa­no un mez­zo ausi­lia­rio. Un mez­zo ausi­lia­rio non sosti­tui­sce lo svi­lup­po. Piut­to­sto, può aiu­ta­re a ren­de­re pos­si­bi­li i pas­si di sviluppo.
Tut­ta­via, è neces­sa­ria cau­te­la. Sta­re in pie­di non deve mai esse­re for­za­to. Se esi­sto­no già con­trat­tu­re o la capa­ci­tà di cari­co osseo è limi­ta­ta, un’ap­pli­ca­zio­ne erra­ta può cau­sa­re dan­ni. Soprat­tut­to nel­le per­so­ne che stan­no a lun­go in sedia a rotel­le, le ossa pos­so­no esse­re più fra­gi­li. Lavo­ra­re con for­za con­tro le resi­sten­ze non è quin­di una solu­zio­ne. Sta­re in pie­di deve esse­re gesti­to da pro­fes­sio­ni­sti e costrui­to con cura. 

Quan­do sta­re in pie­di acqui­sta sen­so nel­la vita quotidiana

Un mez­zo ausi­lia­rio da solo non fa anco­ra la dif­fe­ren­za. Può sta­re in una stan­za, esse­re tec­ni­ca­men­te con­vin­cen­te, offri­re mol­te fun­zio­ni e tut­ta­via ave­re scar­so effet­to se non vie­ne qua­si uti­liz­za­to nel­la vita quo­ti­dia­na. Sta­re in pie­di diven­ta vera­men­te uti­le solo se è pos­si­bi­le rego­lar­men­te e vie­ne asso­cia­to a un’at­ti­vi­tà signi­fi­ca­ti­va. Que­sto pun­to è cen­tra­le soprat­tut­to nei bam­bi­ni. Nes­sun bam­bi­no ama sta­re in pie­di solo per­ché gli adul­ti dico­no che è tera­peu­ti­ca­men­te uti­le. Sta­re in pie­di non dovreb­be quin­di esse­re vis­su­to come un eser­ci­zio obbli­ga­to­rio. I bam­bi­ni voglio­no gio­ca­re, sco­pri­re, par­te­ci­pa­re. Se sta­re in pie­di vie­ne asso­cia­to a un’e­spe­rien­za posi­ti­va, l’at­teg­gia­men­to cam­bia. For­se un bam­bi­no dise­gna al tavo­lo nel deam­bu­la­to­re, aiu­ta a mesco­la­re l’im­pa­sto, lavo­ra su un pic­co­lo ban­co da lavo­ro o dipin­ge uno spec­chio con la schiu­ma da bar­ba. Situa­zio­ni così sem­pli­ci, a vol­te anche gio­co­se, pos­so­no aiu­ta­re a dare un’ac­ce­zio­ne posi­ti­va allo sta­re in piedi.
Nel­la con­su­len­za, fac­cia­mo ripe­tu­ta­men­te l’e­spe­rien­za che i geni­to­ri non sem­pre rico­no­sco­no imme­dia­ta­men­te la con­nes­sio­ne tra l’u­so di un mez­zo ausi­lia­rio e lo svi­lup­po fisi­co del loro bam­bi­no. Un ausi­lio per la posi­zio­ne eret­ta non deve com­pli­ca­re la vita fami­lia­re, ma sup­por­ta­re lo svi­lup­po e la quo­ti­dia­ni­tà. All’i­ni­zio è spes­so neces­sa­ria pazien­za. I tra­sfe­ri­men­ti devo­no esse­re impa­ra­ti, le rou­ti­ne non nasco­no da sole, e non tut­ti i bam­bi­ni tro­va­no subi­to pia­ce­vo­le sta­re in pie­di. Pic­co­le uni­tà rego­la­ri pos­so­no esse­re più pre­zio­se nel­la vita quo­ti­dia­na di un pia­no ambi­zio­so che dopo poco tem­po non è più realizzabile. 

Gli adul­ti stan­no in pie­di in modo diverso

Negli adul­ti, il focus si spo­sta. La cre­sci­ta e lo svi­lup­po sono meno in pri­mo pia­no, men­tre lo sono l’au­to­no­mia, l’i­do­nei­tà alla vita quo­ti­dia­na e le atti­vi­tà con­cre­te. Una fun­zio­ne di posi­zio­ne eret­ta inte­gra­ta nel­la sedia a rotel­le, ad esem­pio, può diven­ta­re inte­res­san­te lad­do­ve assu­me una fun­zio­ne nel­la vita quo­ti­dia­na: in cuci­na, duran­te la spe­sa, quan­do si fa il buca­to, al lavo­ro o nel­le man­sio­ni dome­sti­che. Se una per­so­na può pas­sa­re dal­la posi­zio­ne sedu­ta a quel­la eret­ta sen­za dover esse­re tra­sfe­ri­ta in un dispo­si­ti­vo sepa­ra­to, sta­re in pie­di diven­ta più facil­men­te acces­si­bi­le. Non deve esse­re pia­ni­fi­ca­to come una misu­ra iso­la­ta, ma può esse­re inte­gra­to in un’at­ti­vi­tà. Que­sto è spes­so ciò che deci­de se una fun­zio­ne vie­ne uti­liz­za­ta o meno.
Per le per­so­ne con movi­men­ti invo­lon­ta­ri del­le gam­be, una peda­na per la posi­zio­ne eret­ta ben adat­ta­ta può esse­re un sol­lie­vo. Se le gam­be sono sta­bil­men­te gui­da­te, que­sto può dare tran­quil­li­tà e foca­liz­za­re l’at­ten­zio­ne su un’at­ti­vi­tà. Il pun­to cen­tra­le è quin­di ciò che diven­ta pos­si­bi­le gra­zie alla posi­zio­ne. Non tut­te le per­so­ne uti­liz­za­no una fun­zio­ne di posi­zio­ne eret­ta per gli stes­si moti­vi. Per alcu­ni, l’e­qui­li­brio del­la salu­te è in pri­mo pia­no. Per altri, signi­fi­ca poter svol­ge­re un com­pi­to sen­za aiuto.
Spes­so in que­sto con­te­sto si par­la anche di incon­tro “ad altez­za occhi”. L’im­ma­gi­ne è for­te, ma non del tut­to sem­pli­ce. Un incon­tro pari­ta­rio non nasce solo dal­l’al­tez­za del cor­po. Nasce dal rispet­to, dal­l’at­ten­zio­ne e dal­la dispo­ni­bi­li­tà a impe­gnar­si l’u­no con l’al­tro. Dal pun­to di vista pro­fes­sio­na­le, la doman­da più impor­tan­te è soli­ta­men­te cosa una per­so­na pos­sa con­cre­ta­men­te fare gra­zie alla fun­zio­ne di posi­zio­ne eret­ta, cosa pri­ma non era pos­si­bi­le o lo era solo con supporto. 

Tra desi­de­rio, pos­si­bi­li­tà e finanziamento

Quan­do si discu­te di un mez­zo ausi­lia­rio, spes­so si incon­tra­no diver­si livel­li. C’è il desi­de­rio di mag­gio­re auto­no­mia o svi­lup­po. Ci sono con­si­de­ra­zio­ni medi­che e tera­peu­ti­che. C’è l’am­bien­te con le sue pos­si­bi­li­tà e i suoi limi­ti. E non da ulti­mo la que­stio­ne del finanziamento.
Nei bam­bi­ni e negli ado­le­scen­ti, la posi­zio­ne eret­ta vie­ne spes­so valu­ta­ta in rela­zio­ne allo svi­lup­po, alla tera­pia o a misu­re medi­che. Negli adul­ti, tut­ta­via, un finan­zia­men­to tra­mi­te l’as­si­cu­ra­zio­ne per l’in­va­li­di­tà è pos­si­bi­le solo se la fun­zio­ne di posi­zio­ne eret­ta è neces­sa­ria per l’at­ti­vi­tà lavo­ra­ti­va o per le man­sio­ni dome­sti­che. Per le per­so­ne inte­res­sa­te e i loro fami­lia­ri, que­sto non è sem­pre faci­le da com­pren­de­re, soprat­tut­to per­ché l’im­por­tan­za per la salu­te del­lo sta­re in pie­di non scom­pa­re sem­pli­ce­men­te al com­pi­men­to del 20° anno di età.
Pro­prio per que­sto è impor­tan­te una con­su­len­za accu­ra­ta. Non tut­te le for­ni­tu­re desi­de­ra­te pos­so­no esse­re finan­zia­te. Allo stes­so tem­po, ci sono spes­so diver­se stra­de che pos­so­no esse­re esa­mi­na­te. A vol­te ci sono pos­si­bi­li­tà di finan­zia­men­to alter­na­ti­ve, ad esem­pio tra­mi­te fon­da­zio­ni o enti di sup­por­to. È impor­tan­te che le per­so­ne inte­res­sa­te e i loro fami­lia­ri sia­no infor­ma­ti in modo tra­spa­ren­te e com­pren­da­no qua­li pos­si­bi­li­tà sono realistiche. 

La solu­zio­ne giu­sta è rara­men­te la più spettacolare

Nel­la for­ni­tu­ra di mez­zi ausi­lia­ri, la solu­zio­ne tec­ni­ca­men­te più impres­sio­nan­te sem­bra rapi­da­men­te la miglio­re. Più fun­zio­ni, più pos­si­bi­li­tà, più mobi­li­tà. Spes­so la solu­zio­ne miglio­re non è la più spet­ta­co­la­re, ma quel­la che vie­ne uti­liz­za­ta in modo affi­da­bi­le. Nei bam­bi­ni, un mez­zo ausi­lia­rio deve poter tene­re il pas­so con lo svi­lup­po. Dovreb­be esse­re adat­ta­bi­le man mano che il bam­bi­no cre­sce o le capa­ci­tà cam­bia­no. Allo stes­so tem­po, deve rima­ne­re gesti­bi­le in fami­glia, a scuo­la e in tera­pia. Se lo sfor­zo quo­ti­dia­no è trop­po ele­va­to, anche un’ot­ti­ma for­ni­tu­ra rima­ne inutilizzata.
Negli adul­ti si pon­go­no altre doman­de: la fun­zio­ne di posi­zio­ne eret­ta è uti­liz­za­bi­le rapi­da­men­te e in sicu­rez­za nel­la vita quo­ti­dia­na? Sup­por­ta atti­vi­tà con­cre­te? È pra­ti­ca­bi­le nel­l’am­bien­te dome­sti­co o sul posto di lavo­ro? Appor­ta un valo­re aggiun­to fun­zio­na­le o rima­ne prin­ci­pal­men­te una pos­si­bi­li­tà teo­ri­ca? La valu­ta­zio­ne pro­fes­sio­na­le guar­da quin­di oltre il mez­zo ausi­lia­rio all’in­te­ra situa­zio­ne. Requi­si­ti fisi­ci, sicu­rez­za, moti­va­zio­ne, tra­sfe­ri­men­ti, con­di­zio­ni di spa­zio, ambien­te e uti­liz­zo a lun­go ter­mi­ne van­no di pari pas­so. Devo­no esse­re con­si­de­ra­ti anche i pro­gres­si o i cam­bia­men­ti. Una for­ni­tu­ra è soste­ni­bi­le se è adat­ta oggi e può esse­re uti­liz­za­ta in modo signi­fi­ca­ti­vo anche domani. 

Il ruo­lo del­la FSCMA

La FSCMA valu­ta le for­ni­tu­re di mez­zi ausi­lia­ri in modo indi­pen­den­te e neu­tra­le rispet­to al pro­dut­to­re. Al cen­tro non c’è un pro­dot­to spe­ci­fi­co, ma il biso­gno indi­vi­dua­le. Qua­li obiet­ti­vi devo­no esse­re rag­giun­ti? Qua­li requi­si­ti fisi­ci sono pre­sen­ti? Dove e come deve esse­re uti­liz­za­to il mez­zo ausi­lia­rio? E qua­le solu­zio­ne è rea­li­sti­ca nel­la vita quo­ti­dia­na concreta?
Que­sta visio­ne indi­pen­den­te è par­ti­co­lar­men­te impor­tan­te per­ché sta­re in pie­di apre mol­te pos­si­bi­li­tà posi­ti­ve, ma non può esse­re valu­ta­to in modo gene­ra­liz­za­to. Per una per­so­na, una fun­zio­ne di posi­zio­ne eret­ta in sedia a rotel­le può esse­re un pas­so deci­si­vo ver­so una mag­gio­re auto­no­mia. Per un’al­tra, un sem­pli­ce deam­bu­la­to­re in un con­te­sto tera­peu­ti­co o sco­la­sti­co è più sen­sa­to. E a vol­te la valu­ta­zio­ne mostra anche che devo­no esse­re crea­te pri­ma altre condizioni.
Alla fine, non si trat­ta di ren­de­re pos­si­bi­le sta­re in pie­di a tut­ti i costi. Si trat­ta di sta­re in pie­di in modo signi­fi­ca­ti­vo: sicu­ro, rego­la­re, vici­no alla vita quo­ti­dia­na e con un chia­ro bene­fi­cio per la per­so­na inte­res­sa­ta. Per­ché sta­re in pie­di è più che sta­re eret­ti. Può signi­fi­ca­re rea­liz­za­re qual­co­sa da soli, sen­ti­re il cor­po in modo diver­so o, per un momen­to, non par­te­ci­pa­re alla vita quo­ti­dia­na solo seduti. 

Sta­re in pie­di in sicu­rez­za, par­te­ci­pa­re atti­va­men­te – il siste­ma di sta­zio­ne eret­ta giu­sto per ogni fase di sviluppo

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Fon­te: Sun­ri­se Medi­cal – Lec­key Horizon

Nume­ro­se espe­rien­ze cli­ni­che mostra­no che una tera­pia strut­tu­ra­ta in sta­zio­ne eret­ta può sup­por­ta­re la mine­ra­liz­za­zio­ne ossea, influen­za­re posi­ti­va­men­te lo svi­lup­po dell’anca, pre­ve­ni­re l’accorciamento musco­la­re e favo­ri­re la fun­zio­ne di respi­ra­zio­ne, dige­stio­ne e cir­co­la­zio­ne. Inol­tre, la posi­zio­ne eret­ta apre ai bam­bi­ni nuo­ve pro­spet­ti­ve – nel vero sen­so del­la paro­la: gli incon­tri alla pari raf­for­za­no l’interazione con la fami­glia, gli ami­ci e l’ambiente scolastico. 

Con i siste­mi di sta­zio­ne eret­ta Ella, Hori­zon, Squig­gles+ e Mygo, Sun­ri­se Medi­cal offre solu­zio­ni per­so­na­liz­za­te per diver­se fasce d’età, fasi di svi­lup­po e obiet­ti­vi tera­peu­ti­ci. Insie­me per­se­guo­no l’obiettivo di crea­re per i bam­bi­ni le miglio­ri con­di­zio­ni pos­si­bi­li per lo svi­lup­po e la partecipazione. 

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Il tut­to­fa­re: Ella

Lo stan­ding fra­me Ella è sta­to svi­lup­pa­to come solu­zio­ne ver­sa­ti­le per la quo­ti­dia­ni­tà tera­peu­ti­ca. Gra­zie al suo inno­va­ti­vo con­cet­to 4‑in‑1, con­sen­te diver­se posi­zio­ni in sta­zio­ne eret­ta all’interno di un uni­co siste­ma e si adat­ta in modo fles­si­bi­le alle esi­gen­ze del bam­bi­no. Che si trat­ti di sta­zio­ne eret­ta pro­na, supi­na, ver­ti­ca­le o in abdu­zio­ne – Ella sup­por­ta i più diver­si obiet­ti­vi tera­peu­ti­ci e cre­sce con le esi­gen­ze del­la vita quotidiana. 

Da sot­to­li­nea­re in par­ti­co­la­re la sem­pli­ci­tà d’uso e le pos­si­bi­li­tà di rego­la­zio­ne intui­ti­ve. Geni­to­ri, tera­pi­ste e tera­pi­sti, così come le per­so­ne che si occu­pa­no dell’assistenza, bene­fi­cia­no di un uti­liz­zo sem­pli­ce che faci­li­ta un impie­go rego­la­re. In que­sto modo, Ella diven­ta un vero tut­to­fa­re per l’uso dome­sti­co e terapeutico. 

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Pro­muo­ve­re pre­co­ce­men­te con Squiggles+

Pro­prio nei pri­mi anni di vita, il sup­por­to mira­to del­lo svi­lup­po moto­rio è di gran­de impor­tan­za. Squig­gles+ è sta­to svi­lup­pa­to appo­si­ta­men­te per l’intervento pre­co­ce e sup­por­ta i bam­bi­ni in una fase di svi­lup­po deli­ca­ta. Il siste­ma 3‑in‑1 con­sen­te la sta­zio­ne eret­ta pro­na, supi­na e in posi­zio­ne eret­ta e offre ampie pos­si­bi­li­tà di posi­zio­na­men­to individuale. 

La rego­la­zio­ne pre­ci­sa sup­por­ta un alli­nea­men­to ana­to­mi­ca­men­te favo­re­vo­le del cor­po e può aiu­ta­re a con­tra­sta­re pre­co­ce­men­te le mal­po­si­zio­ni. Allo stes­so tem­po, il desi­gn ben stu­dia­to faci­li­ta i tra­sfe­ri­men­ti e favo­ri­sce l’integrazione del­la tera­pia in sta­zio­ne eret­ta nel­la vita quo­ti­dia­na del­la famiglia. 

 

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Fles­si­bi­li­tà con Horizon

I bam­bi­ni si svi­lup­pa­no in modo indi­vi­dua­le – e con ciò cam­bia­no anche le loro esi­gen­ze tera­peu­ti­che. Hori­zon con­vin­ce per la sua ele­va­ta fles­si­bi­li­tà e con­sen­te diver­se posi­zio­ni in sta­zio­ne eret­ta all’interno di un uni­co siste­ma. Que­sta ver­sa­ti­li­tà per­met­te di adat­ta­re gli obiet­ti­vi tera­peu­ti­ci nel cor­so del­lo svi­lup­po, sen­za dover modi­fi­ca­re radi­cal­men­te la fornitura. 

La pos­si­bi­li­tà di assu­me­re diver­se posi­zio­ni sup­por­ta la pro­mo­zio­ne mira­ta dell’attività musco­la­re, del cari­co del peso e del con­trol­lo postu­ra­le. In que­sto modo, Hori­zon può esse­re uti­liz­za­to effi­ca­ce­men­te sia in tera­pia sia nel­la vita quotidiana. 

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Cre­sce­re con Mygo

Il siste­ma di sta­zio­ne eret­ta Mygo è sta­to svi­lup­pa­to per accom­pa­gna­re bam­bi­ni e ado­le­scen­ti nel lun­go perio­do. La strut­tu­ra modu­la­re con­sen­te una for­ni­tu­ra per diver­si anni di svi­lup­po e può esse­re adat­ta­ta indi­vi­dual­men­te ai cam­bia­men­ti del­le con­di­zio­ni fisiche. 

Le ampie pos­si­bi­li­tà di rego­la­zio­ne crea­no la base per un posi­zio­na­men­to otti­ma­le e sup­por­ta­no atti­vi­tà, comu­ni­ca­zio­ne e par­te­ci­pa­zio­ne socia­le. Che sia a casa, a scuo­la o in ambi­to tera­peu­ti­co – Mygo offre la fles­si­bi­li­tà neces­sa­ria per una quo­ti­dia­ni­tà attiva. 

Sta­re in pie­di come chia­ve per una miglio­re qua­li­tà di vita

Una tera­pia rego­la­re in sta­zio­ne eret­ta può ave­re nume­ro­si effet­ti posi­ti­vi: sup­por­ta lo svi­lup­po di ossa e anche, favo­ri­sce l’allungamento di musco­li e tes­su­ti mol­li, può man­te­ne­re la mobi­li­tà arti­co­la­re e miglio­ra­re la per­ce­zio­ne dell’ambiente. Allo stes­so tem­po, con­tri­bui­sce a per­met­te­re ai bam­bi­ni mag­gio­re auto­no­mia e partecipazione.

Con Ella, Hori­zon, Squig­gles+ e Mygo, Sun­ri­se Medi­cal offre la solu­zio­ne adat­ta per ogni fase di svi­lup­po. Per­ché l’obiettivo di una for­ni­tu­ra moder­na non è solo il posi­zio­na­men­to – ma la pos­si­bi­li­tà di sup­por­ta­re atti­va­men­te lo svi­lup­po e apri­re ai bam­bi­ni nuo­ve prospettive.

Ulte­rio­ri informazioni

Sun­ri­se Medi­cal AG
Erle­nau­weg 17
3110 Münsingen
031 958 38 38

www.sunrisemedical.ch

Nota reda­zio­na­le

Que­sto con­tri­bu­to di mer­ca­to è un con­tri­bu­to a paga­men­to. I con­te­nu­ti pro­ven­go­no dal for­ni­to­re e ser­vo­no a infor­ma­re su un pro­dot­to o un’offerta nel set­to­re degli ausi­li. La FSCMA con­tras­se­gna tali con­tri­bu­ti in modo trasparente. 

Auto­no­mia gra­zie alla robo­ti­ca e ai mez­zi ausi­lia­ri digitali

Autonomie dank Robotik und digitalen Hilfsmitteln - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz
Autonomie dank Robotik und digitalen Hilfsmitteln - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz

Un brac­cio robo­ti­co inno­va­ti­vo offre nuo­ve liber­tà alle per­so­ne con para­li­si ele­va­ta. In un con­te­sto di mez­zi ausi­lia­ri in rapi­da evo­lu­zio­ne, la FSCMA cer­ca e tro­va solu­zio­ni, seguen­do rigo­ro­sa­men­te il mot­to «Tro­via­mo solu­zio­ni», per per­met­te­re la distri­bu­zio­ne di que­sti mez­zi ausi­lia­ri all’in­ter­no del siste­ma esi­sten­te in Svizzera. 

Un mez­zo ausi­lia­rio rivo­lu­zio­na­rio sta attual­men­te atti­ran­do l’at­ten­zio­ne in Sviz­ze­ra – e susci­tan­do discus­sio­ni giu­ri­di­che e di dirit­to del­le assi­cu­ra­zio­ni socia­li. Si trat­ta di un brac­cio robo­ti­co che può esse­re fis­sa­to diret­ta­men­te a una sedia a rotel­le elet­tri­ca o a un tavo­lo. Con la sua tec­ni­ca di pre­sa a tre dita e il con­trol­lo sen­so­ria­le, con­sen­te alle per­so­ne con para­li­si ele­va­ta di svol­ge­re atti­vi­tà che per mol­ti altri sono scon­ta­te – come man­gia­re, bere, toc­car­si il viso, grat­tar­si la testa o siste­ma­re gli occhia­li. Que­sto brac­cio robo­ti­co per­met­te alle per­so­ne con para­li­si gra­ve un pas­so deci­si­vo ver­so l’au­to­de­ter­mi­na­zio­ne e la par­te­ci­pa­zio­ne alla vita quo­ti­dia­na. Le fun­zio­ni e i van­tag­gi sono descrit­ti in modo impres­sio­nan­te nel reso­con­to del­l’e­spe­rien­za con Seve­rin Bischof. 

Tec­no­lo­gia con prospettive
La mano robo­ti­ca è dota­ta di sen­so­ri che l’u­ten­te può con­trol­la­re auto­no­ma­men­te. Vie­ne con­trol­la­ta tra­mi­te il joy­stick già pre­sen­te sul­la sedia a rotel­le elet­tri­ca o tra­mi­te meto­di di input spe­cia­li come il con­trol­lo con la lin­gua, il con­trol­lo a suzio­­ne-sof­­fio, il con­trol­lo ocu­la­re, con la testa o con il pie­de. Que­sto a secon­da del­le capa­ci­tà indi­vi­dua­li del­la per­so­na inte­res­sa­ta. La tec­no­lo­gia si adat­ta quin­di in modo alta­men­te per­so­na­liz­za­to alle esi­gen­ze degli utenti. 

Il valo­re aggiun­to è evi­den­te: le per­so­ne con tetra­ple­gia com­ple­ta o ele­va­ta o con limi­ta­zio­ni com­pa­ra­bi­li come la scle­ro­si mul­ti­pla ℠ o la scle­ro­si late­ra­le amio­tro­fi­ca (SLA) non dipen­do­no più costan­te­men­te dal­l’a­iu­to di ter­zi per sem­pli­ci azio­ni di cura per­so­na­le. Recu­pe­ra­no inve­ce un pez­zo di auto­no­mia – una vita auto­de­ter­mi­na­ta diven­ta così per la pri­ma vol­ta con­cre­ta­men­te rag­giun­gi­bi­le. Chi ha visto anche solo una vol­ta come, duran­te una pri­ma pro­va di un brac­cio robo­ti­co di que­sto tipo, l’e­spres­sio­ne del viso del­le per­so­ne col­pi­te, «pri­gio­nie­re nel pro­prio cor­po», si tra­sfor­ma ener­gi­ca­men­te in un sor­ri­so rag­gian­te, sa imme­dia­ta­men­te qua­le dimen­sio­ne si apre per loro gra­zie a que­sti mez­zi ausi­lia­ri. Pro­prio per que­sto la FSCMA si impe­gna a spia­na­re il per­cor­so, spes­so acci­den­ta­to, fino al finanziamento. 

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Un eso­sche­le­tro, come quel­lo uti­liz­za­to nei can­tie­ri edi­li, for­ni­sce agli uten­ti una dose extra di for­za quan­do le brac­cia si stan­ca­no e allo stes­so tem­po alleg­ge­ri­sce il col­lo. (Foto: Festool) 

Sfi­da lega­le e caso precedente
Per quan­to con­vin­cen­te sia lo svi­lup­po tec­ni­co, altret­tan­to acci­den­ta­to è sta­to e con­ti­nua a esse­re il suo per­cor­so attra­ver­so le istan­ze del dirit­to del­le assi­cu­ra­zio­ni socia­li. Il brac­cio robo­ti­co attual­men­te non può esse­re asse­gna­to ad alcu­na cate­go­ria di mez­zi ausi­lia­ri del­l’or­di­nan­za del DFI con­cer­nen­te la for­ni­tu­ra di mez­zi ausi­lia­ri da par­te del­l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà (OMeAI). L’O­MeAI risa­le a un’e­po­ca in cui tali tec­no­lo­gie sem­pli­ce­men­te non esi­ste­va­no ancora. 

Il brac­cio robo­ti­co non sod­di­sfa la defi­ni­zio­ne di mez­zo ausi­lia­rio secon­do il Tri­bu­na­le fede­ra­le. La defi­ni­zio­ne è descrit­ta con pre­ci­sio­ne in diver­se sen­ten­ze del Tri­bu­na­le fede­ra­le. Di con­se­guen­za, gli uffi­ci AI han­no ini­zial­men­te respin­to le pri­me richie­ste di assun­zio­ne dei costi. Il brac­cio robo­ti­co non è diret­ta­men­te asse­gna­bi­le a una cate­go­ria del­l’O­MeAI, il che ha por­ta­to a deci­sio­ni di rigetto. 

L’in­ter­ven­to di un tri­bu­na­le ammi­ni­stra­ti­vo ha dato movi­men­to alla que­stio­ne. In un caso con­cre­to, un richie­den­te con para­li­si gra­ve ha fat­to ricor­so con­tro il rifiu­to del­l’uf­fi­cio AI can­to­na­le e ha otte­nu­to ragio­ne. L’ar­go­men­to deci­si­vo per il giu­di­ce è sta­ta la strut­tu­ra di costi com­pa­ra­bi­le di una pro­te­si di brac­cio mioe­let­tri­ca: una pro­te­si che sosti­tui­sce il brac­cio dal­la spal­la alle dita com­por­ta costi simi­li. Anche quan­do la per­so­na inte­res­sa­ta pos­sie­de anco­ra, ad esem­pio, una secon­da mano fun­zio­nan­te. In tali casi l’uf­fi­cio AI assu­me i costi sen­za met­te­re in discus­sio­ne l’a­de­gua­tez­za. A dif­fe­ren­za del brac­cio robo­ti­co, una pro­te­si di que­sto tipo vie­ne col­le­ga­ta al cor­po del­la per­so­na inte­res­sa­ta e può esse­re chia­ra­men­te asse­gna­ta a una cate­go­ria di mez­zi ausi­lia­ri del­l’O­MeAI (cifra 1.02 OMeAI). 

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neo1 è sta­to svi­lup­pa­to appo­si­ta­men­te per per­so­ne con fun­zio­na­li­tà limi­ta­ta di brac­cia e mani. (Foto: Vin­cent Systems GmbH) 

Sup­por­to tec­ni­co spe­cia­liz­za­to da par­te del­la FSCMA
La valu­ta­zio­ne appro­fon­di­ta del­la FSCMA ha avu­to un ruo­lo essen­zia­le nel­la sen­ten­za posi­ti­va del tri­bu­na­le. Ha con­fron­ta­to i brac­ci robo­ti­ci assi­sti­vi con le solu­zio­ni pro­te­si­che clas­si­che e ha dimo­stra­to un rap­por­to costi-bene­­fi­­ci equi­li­bra­to. È emer­so chia­ra­men­te che l’u­ti­li­tà del­la tec­no­lo­gia robo­ti­ca nel­la vita quo­ti­dia­na per le per­so­ne inte­res­sa­te va ben oltre l’a­spet­to pura­men­te mec­ca­ni­co – per­ché con­sen­te una vita autodeterminata. 

Nuo­va diret­ti­va e pras­si futura
Sul­la base del­la sen­ten­za del tri­bu­na­le can­to­na­le, agli uffi­ci AI vie­ne sug­ge­ri­to che i brac­ci robo­ti­ci assi­sti­vi pos­sa­no esse­re sus­sun­ti sot­to la cifra dei mez­zi ausi­lia­ri rela­ti­va alle pro­te­si di brac­cio. In futu­ro spet­te­rà quin­di al sin­go­lo uffi­cio AI deci­de­re sul­l’as­sun­zio­ne dei costi sul­la base del­la pro­por­zio­na­li­tà indi­vi­dua­le – tenen­do con­to del­la situa­zio­ne abi­ta­ti­va, del­la dipen­den­za dal­la ren­di­ta e del poten­zia­le di auto­no­mia. Nel­la Sviz­ze­ra fede­ra­li­sta i can­to­ni pos­so­no deci­de­re in modo diverso. 

Un mez­zo ausi­lia­rio con effet­to segna­le per il futuro
Lo svi­lup­po del brac­cio robo­ti­co per le per­so­ne inte­res­sa­te segna un pro­gres­so signi­fi­ca­ti­vo nel cam­po del­le tec­no­lo­gie assi­sti­ve. Si entra in un ter­ri­to­rio ine­splo­ra­to sia dal pun­to di vista tec­ni­co che giu­­ri­­di­­co-socia­­le. Il caso pre­ce­den­te ora sta­bi­li­to spia­na la stra­da per un’in­te­gra­zio­ne più siste­ma­ti­ca di que­sta inno­va­zio­ne nel­la for­ni­tu­ra di mez­zi ausi­lia­ri. Resta da spe­ra­re che la rego­la­men­ta­zio­ne segua rapi­da­men­te – e che alle per­so­ne con limi­ta­zio­ni gra­vis­si­me ven­ga spia­na­ta la stra­da ver­so una vita auto­de­ter­mi­na­ta non solo tec­ni­ca­men­te, ma anche legal­men­te. La FSCMA spe­ra in mol­ti vol­ti rag­gian­ti duran­te le pros­si­me pri­me pro­ve del nuo­vo mez­zo ausiliario. 

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L’or­te­si mioe­let­tri­ca per la mano Exo­mo­tion® hand one rile­va i segna­li musco­la­ri esi­sten­ti e li con­ver­te in movi­men­ti di pre­sa. (Foto: HKK Bio­nics GmbH) 

Inno­va­zio­ni tec­no­lo­gi­che per una mag­gio­re indipendenza
I mez­zi ausi­lia­ri tec­no­lo­gi­ci apro­no alle per­so­ne con gra­vi limi­ta­zio­ni fisi­che nuo­ve stra­de ver­so una mag­gio­re auto­de­ter­mi­na­zio­ne. Siste­mi di assi­sten­za a con­trol­lo voca­le, eso­sche­le­tri moder­ni o con­trol­li intel­li­gen­ti per sedie a rotel­le mostra­no come le inno­va­zio­ni digi­ta­li pos­sa­no miglio­ra­re in modo dura­tu­ro la qua­li­tà del­la vita. 

L’e­let­tro­tec­ni­ca digi­ta­le ha fat­to pro­gres­si note­vo­li che apro­no alle per­so­ne con gra­vi limi­ta­zio­ni fisi­che nuo­ve stra­de ver­so una mag­gio­re auto­no­mia e qua­li­tà del­la vita. Dagli eso­sche­le­tri mioe­let­tri­ci ai con­trol­li intel­li­gen­ti per sedie a rotel­le fino ai vei­co­li par­zial­men­te auto­no­mi – la gam­ma di tec­no­lo­gie assi­sti­ve cre­sce costantemente. 

Dispo­si­ti­vi a con­trol­lo vocale
Gra­zie agli assi­sten­ti voca­li comu­ni, come Siri o Ale­xa, oggi diver­si dispo­si­ti­vi pos­so­no esse­re con­trol­la­ti tra­mi­te coman­di voca­li. La luce si accen­de, il riscal­da­men­to può esse­re rego­la­to, la tele­ca­me­ra davan­ti alla por­ta di casa mostra chi c’è davan­ti all’a­bi­ta­zio­ne e la por­ta elet­tri­ca può esse­re con­trol­la­ta tra­mi­te coman­di voca­li. Gra­zie allo smart­pho­ne, anche le per­so­ne con para­li­si gra­vis­si­ma pos­so­no bene­fi­cia­re di que­ste tec­no­lo­gie. La FSCMA sup­por­ta e con­si­glia gli inte­res­sa­ti in tut­ta la Sviz­ze­ra diret­ta­men­te sul posto, per­ché mol­te per­so­ne inte­res­sa­te han­no biso­gno di aiu­to nel­l’u­ti­liz­zo di tali assistenti. 

Eso­sche­le­tri: nuo­va mobi­li­tà gra­zie alla tecnologia
Un eso­sche­le­tro è una strut­tu­ra mec­ca­ni­ca indos­sa­ta ester­na­men­te sul cor­po che sup­por­ta o raf­for­za chi lo indos­sa. Ad esem­pio duran­te il lavo­ro fisi­co nel­l’in­du­stria o nei can­tie­ri. L’i­dea alla base è quel­la di sup­por­ta­re il cor­po con un cor­set­to di sup­por­to. Azien­de come Hil­ti o Festool han­no aper­to un pro­prio set­to­re per gli eso­sche­le­tri. Oltre al con­te­sto pro­fes­sio­na­le, esi­sto­no anche eso­sche­le­tri per la ria­bi­li­ta­zio­ne e l’u­so pri­va­to nel­la vita quo­ti­dia­na come mez­zi ausi­lia­ri per per­so­ne con disa­bi­li­tà. Gra­zie ad essi, le per­so­ne con para­li­si o debo­lez­za musco­la­re recu­pe­ra­no par­zial­men­te le fun­zio­ni moto­rie per­du­te. Aiu­ta­no ad esem­pio ad alzar­si, a cam­mi­na­re o a sol­le­va­re oggetti. 

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Mune­vo Dri­ve rico­no­sce i movi­men­ti del­la testa e li con­ver­te in segna­li di con­trol­lo per la sedia a rotel­le elet­tri­ca. (Foto: Mune­vo GmbH) 

neo1 di Vin­cent Systems
neo1 è un eso­sche­le­tro mioe­let­tri­co per l’e­stre­mi­tà supe­rio­re che può esse­re indos­sa­to sot­to i vesti­ti. È sta­to svi­lup­pa­to appo­si­ta­men­te per per­so­ne con fun­zio­na­li­tà limi­ta­ta di brac­cia e mani, ad esem­pio dopo ictus o lesio­ni del ples­so. Rile­van­do i segna­li musco­la­ri, con­sen­te movi­men­ti mira­ti e sup­por­ta così il recu­pe­ro del­le capa­ci­tà quotidiane. 

Exo­mo­tion® hand one di HKK Bionics
Exo­mo­tion® hand one è un’or­te­si mioe­let­tri­ca per la mano che con­sen­te alle per­so­ne con para­li­si flac­ci­da o spa­sti­ca del­la mano di affer­ra­re nuo­va­men­te. Rile­va i segna­li musco­la­ri pre­sen­ti – anche da grup­pi musco­la­ri alter­na­ti­vi – e li con­ver­te in movi­men­ti di pre­sa. Que­sto faci­li­ta mol­te atti­vi­tà quo­ti­dia­ne e pro­muo­ve l’autonomia. 

Con­trol­lo intel­li­gen­te del­la sedia a rotel­le: mune­vo Dri­ve o MyEcc
Per le per­so­ne con mobi­li­tà mol­to limi­ta­ta, mune­vo Dri­ve offre una solu­zio­ne inno­va­ti­va. Que­sto siste­ma intel­li­gen­te di con­trol­lo del­la sedia a rotel­le si basa su occhia­li smart che rico­no­sco­no i movi­men­ti del­la testa e li con­ver­to­no in segna­li di con­trol­lo per la sedia a rotel­le elet­tri­ca. In que­sto modo gli uten­ti pos­so­no con­trol­la­re la loro sedia a rotel­le a mani libe­re e in modo intui­ti­vo – un’e­le­gan­te alter­na­ti­va ai siste­mi di con­trol­lo con­ven­zio­na­li. Gli occhia­li pos­so­no esse­re gesti­ti con poco sfor­zo nel depo­si­to di mez­zi ausi­lia­ri del­la FSCMA. Il costo ele­va­to del­l’ac­qui­sto si rela­ti­viz­za di conseguenza. 

Con MyEcc una sedia a rotel­le vie­ne con­trol­la­ta tra­mi­te i movi­men­ti del­l’i­ri­de. Anche que­sta opzio­ne di con­trol­lo con­sen­te alle per­so­ne inte­res­sa­te di recu­pe­ra­re un pez­zo di auto­de­ter­mi­na­zio­ne. La FSCMA ha già abbat­tu­to impor­tan­ti osta­co­li nel cam­po del con­trol­lo spe­cia­le per gli enti finan­zia­to­ri come l’AI o la Suva e quin­di anche per le per­so­ne interessate. 

Vei­co­li auto­no­mi: la mobi­li­tà del futuro
Le auto a gui­da auto­no­ma potreb­be­ro svol­ge­re in futu­ro un ruo­lo signi­fi­ca­ti­vo per la mobi­li­tà del­le per­so­ne con disa­bi­li­tà. Un gran­de poten­zia­le è offer­to dai vei­co­li di livel­lo di auto­no­mia 5, che ope­ra­no com­ple­ta­men­te sen­za inter­ven­to uma­no. Dal 2016 al 2021 a Sion cir­co­la­va­no gli SmartS­hut­tle «Valè­re» e «Tour­bil­lon» di PostAu­to. Sono sta­ti i pri­mi vei­co­li auto­no­mi al mon­do ad esse­re uti­liz­za­ti nel tra­spor­to pub­bli­co. La FSCMA vede in que­sto set­to­re un’u­ti­li­tà mera­vi­glio­sa, ma fino­ra non rea­liz­za­bi­le, per le per­so­ne con gra­vi limi­ta­zio­ni. Come sareb­be se una per­so­na in sedia a rotel­le potes­se sali­re auto­no­ma­men­te in auto, inse­ri­re la desti­na­zio­ne del viag­gio e arri­va­re a desti­na­zio­ne in sicu­rez­za? Pri­ma che ciò avven­ga, ci sono anco­ra alcu­ne sfi­de da superare:
– Fis­sag­gio del­la sedia a rotel­le: il fis­sag­gio sicu­ro e auto­no­mo del­le sedie a rotel­le nel vei­co­lo non è anco­ra com­ple­ta­men­te auto­ma­tiz­za­to. Siste­mi di aggan­cio come Dahl Vario­Dock™ offro­no solu­zio­ni fles­si­bi­li, ma spes­so richie­do­no adat­ta­men­ti manua­li.
– Stan­dar­diz­za­zio­ne: la varie­tà di model­li di sedie a rotel­le ren­de dif­fi­ci­le lo svi­lup­po di siste­mi di aggan­cio uni­for­mi. Sareb­be neces­sa­ria una stan­dar­diz­za­zio­ne a livel­lo di set­to­re per garan­ti­re un’am­pia com­pa­ti­bi­li­tà.
– Qua­dro nor­ma­ti­vo: in mol­ti pae­si, anche in Sviz­ze­ra e in Ger­ma­nia, i vei­co­li com­ple­ta­men­te auto­no­mi di livel­lo 5 non sono anco­ra auto­riz­za­ti per leg­ge. Pro­get­ti pilo­ta in cit­tà come Ambur­go o negli Sta­ti Uni­ti mostra­no tut­ta­via già i pri­mi suc­ces­si. Nel cam­po dei mez­zi ausi­lia­ri assi­sti­vi ci sono anco­ra mol­ti osta­co­li da rimuo­ve­re. Anche il con­cet­to di mez­zo ausi­lia­rio, che dal pun­to di vista giu­ri­di­co è sod­di­sfat­to solo se vie­ne indos­sa­to sul cor­po, deve esse­re ripensato. 

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MyEcc con­trol­la la sedia a rotel­le median­te i movi­men­ti del­l’i­ri­de. (Foto: HomeBrace) 

I mez­zi ausi­lia­ri digi­ta­li come oppor­tu­ni­tà per una mag­gio­re inclusione
Le tec­no­lo­gie pre­sen­ta­te mostra­no in modo impres­sio­nan­te come le inno­va­zio­ni digi­ta­li pos­sa­no con­tri­bui­re a miglio­ra­re la qua­li­tà del­la vita del­le per­so­ne con limi­ta­zio­ni fisi­che. Men­tre gli eso­sche­le­tri e i siste­mi di con­trol­lo intel­li­gen­ti tro­va­no già oggi appli­ca­zio­ne nel­la vita quo­ti­dia­na, l’in­te­gra­zio­ne dei vei­co­li auto­no­mi deve anco­ra affron­ta­re alcu­ne sfi­de. Con il pro­gre­di­re del­la ricer­ca, lo svi­lup­po tec­ni­co e l’a­de­gua­men­to nor­ma­ti­vo, anche que­sti osta­co­li potreb­be­ro esse­re supe­ra­ti – sul­la stra­da ver­so una mobi­li­tà più inclu­si­va per tutti. 

Gli spe­cia­li­sti del­la FSCMA sono aper­ti alle nuo­ve tec­no­lo­gie e tro­va­no sem­pre solu­zio­ni. Anche nel­la col­la­bo­ra­zio­ne con l’Uf­fi­cio fede­ra­le del­le assi­cu­ra­zio­ni socia­li si cer­ca­no modi per indi­vi­dua­re qua­li ulte­rio­ri opzio­ni di finan­zia­men­to pos­sa­no esse­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne e dove. La FSCMA ha in que­sto set­to­re la fun­zio­ne con­sul­ti­va di ogget­ti­va­re i nuo­vi mez­zi ausi­lia­ri dal pun­to di vista tec­ni­co spe­cia­liz­za­to e di evi­den­zia­re van­tag­gi e svantaggi. 

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Lo SmartS­hut­tle «Tour­bil­lon» ha cir­co­la­to auto­no­ma­men­te a Sion tra il 2016 e il 2021. (Foto: PostAuto) 

 

Depo­si­ti AI: soste­ni­bi­li e rispet­to­si del­le risorse

Werkstätte - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz 4
[Titel] - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz 13

Tut­ti gli otto Cen­tri per mez­zi ausi­lia­ri del­la FSCMA gesti­sco­no, su man­da­to del­l’Uf­fi­cio fede­ra­le del­le assi­cu­ra­zio­ni socia­li (UFAS), un depo­si­to di mez­zi ausi­lia­ri, in bre­ve depo­si­to AI. Que­sti depo­si­ti AI sono una buo­na cosa, per­ché qui i mez­zi ausi­lia­ri non più uti­liz­za­ti rice­vo­no una nuo­va vita. Gli spe­cia­li­sti li revi­sio­na­no e li ripa­ra­no per con­se­gnar­li a un nuo­vo uten­te. In tut­ta la Sviz­ze­ra cir­ca 4000 mez­zi ausi­lia­ri atten­do­no di esse­re riu­ti­liz­za­ti. Il team di Itti­gen con­se­gna ogni anno cir­ca 700 mez­zi ausi­lia­ri. Altret­tan­ti mez­zi ausi­lia­ri tor­na­no ogni anno al depo­si­to. Ma cosa suc­ce­de esat­ta­men­te in un depo­si­to AI? Una visi­ta al depo­si­to AI di Itti­gen fa luce sul­la que­stio­ne. Un esem­pio: una per­so­na ha una car­roz­zi­na, ma ora ne ha biso­gno di una nuo­va. L’AI le rila­scia un’au­to­riz­za­zio­ne di coper­tu­ra dei costi e con­tem­po­ra­nea­men­te le invia un ordi­ne di resti­tu­zio­ne. In que­sto è indi­ca­to che la per­so­na deve con­se­gna­re la vec­chia car­roz­zi­na al depo­si­to AI. Anche il team del­la FSCMA rice­ve que­sta comu­ni­ca­zio­ne e sa quin­di che una car­roz­zi­na sta per esse­re resti­tui­ta. Per la resti­tu­zio­ne ci sono diver­se pos­si­bi­li­tà: la per­so­na por­ta il mez­zo ausi­lia­rio in un depo­si­to AI o lo fa riti­ra­re dal­la FSCMA. Oppu­re por­ta il mez­zo ausi­lia­rio al riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to, che poi ne resti­tui­sce diver­si con­tem­po­ra­nea­men­te al depo­si­to AI. 

Resti­tu­zio­ne e pri­mo controllo
Arri­va­to al depo­si­to AI di Itti­gen, il mez­zo ausi­lia­rio vie­ne por­ta­to pri­ma al pia­no inter­ra­to del­l’e­di­fi­cio. Lì si tro­va­no l’a­rea di con­se­gna e il capan­no­ne, dove sono depo­si­ta­te car­roz­zi­ne resti­tui­te di vario tipo, vei­co­li elet­tri­ci, let­ti per cure e altri mez­zi ausi­lia­ri. Alcu­ne car­roz­zi­ne sem­bra­no piut­to­sto mal­ri­dot­te. Dif­fi­ci­le imma­gi­na­re che pos­sa­no tor­na­re in cir­co­la­zio­ne. Nel capan­no­ne il respon­sa­bi­le del­la con­su­len­za e il respon­sa­bi­le del­l’of­fi­ci­na sot­to­pon­go­no i mez­zi ausi­lia­ri a un pri­mo con­trol­lo. Deci­do­no qua­li mez­zi ausi­lia­ri revi­sio­na­re com­ple­ta­men­te, da qua­li pos­so­no anco­ra rica­va­re pez­zi di ricam­bio e qua­li devo­no esse­re smal­ti­ti e rici­cla­ti. Con­tras­se­gna­no i mez­zi ausi­lia­ri secon­do un siste­ma a sema­fo­ro con ade­si­vi. Il ver­de signi­fi­ca che il mez­zo ausi­lia­rio ver­rà riu­ti­liz­za­to, il ros­so è per lo smal­ti­men­to e il blu con­tras­se­gna i mez­zi ausi­lia­ri che for­ni­sco­no pez­zi di ricam­bio. Se i mez­zi ausi­lia­ri non sono più auto­riz­za­ti in Sviz­ze­ra o se il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to non for­ni­sce più pez­zi di ricam­bio, alcu­ni mez­zi ausi­lia­ri anco­ra fun­zio­nan­ti ven­go­no invia­ti in Etio­pia, dove pre­sta­no buo­ni ser­vi­zi (vedi riqua­dro). In gene­ra­le vale: se il depo­si­to AI con­se­gna model­li più vec­chi gra­tui­ta­men­te, i desti­na­ta­ri fir­ma­no che non ne trar­ran­no profitto. 

Tor­nia­mo al capan­no­ne. Gli spe­cia­li­sti ten­go­no un regi­stro pre­ci­so di ogni mez­zo ausi­lia­rio e regi­stra­no tut­ti i det­ta­gli nel loro siste­ma. In que­sto modo han­no una pano­ra­mi­ca e san­no cosa han­no in depo­si­to. Tut­ti i depo­si­ti AI han­no acces­so a que­sto data­ba­se e pos­so­no ordi­na­re un mez­zo ausi­lia­rio pres­so un’al­tra sede, se neces­sa­rio. Nel­la mag­gior par­te dei casi si trat­ta di car­roz­zi­ne. «Non spo­stia­mo deam­bu­la­to­ri e let­ti per cure da un depo­si­to all’al­tro, per­ché non è eco­no­mi­co», spie­ga Ale­xan­dra Frey. Lei diri­ge il Cen­tro per mez­zi ausi­lia­ri di Ittigen. 

Stoc­cag­gio e orga­niz­za­zio­ne intelligenti
Quan­do gli spe­cia­li­sti rici­cla­no mez­zi ausi­lia­ri, guar­da­no atten­ta­men­te e smon­ta­no acces­so­ri che potreb­be­ro esse­re uti­li per ripa­ra­zio­ni e revi­sio­ni. Mol­ti mez­zi ausi­lia­ri con­ten­go­no allu­mi­nio ed elet­tro­ni­ca. «Soprat­tut­to le car­roz­zi­ne elet­tri­che for­ni­sco­no sem­pre mate­ria­le di ricam­bio pre­zio­so», spie­ga Ale­xan­dra Frey. Ciò che rima­ne vie­ne sepa­ra­to e smal­ti­to cor­ret­ta­men­te dal team. I mez­zi ausi­lia­ri desti­na­ti al riu­ti­liz­zo si tro­va­no al secon­do pia­no del Cen­tro per mez­zi ausi­lia­ri. Lì si tro­va­no l’of­fi­ci­na e i capan­no­ni di stoc­cag­gio. Que­sti ulti­mi sono il cuo­re del depo­si­to AI. Nei capan­no­ni ci sono file di scaf­fa­li con mez­zi ausi­lia­ri non revi­sio­na­ti. Qui c’è di tut­to: da strut­tu­re per sta­re in pie­di, seg­gio­li­ni per bam­bi­ni e ram­pe a car­roz­zi­ne per bam­bi­ni, car­roz­zi­ne elet­tri­che e manua­li, fino a pro­pul­so­ri elet­tri­ci, dispo­si­ti­vi sali­sca­le, scoo­ter e let­ti per cure. Negli arma­di ci sono cusci­ni nuo­vi e nel­le cas­set­te il mate­ria­le di ricam­bio. Tut­to è ordi­na­to per tipo e dimen­sio­ne, eti­chet­ta­to e orga­niz­za­to con meto­do. Ale­xan­dra Frey defi­ni­sce il depo­si­to AI un nego­zio di arti­co­li vari. Men­tre il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to si con­cen­tra soli­ta­men­te su mez­zi ausi­lia­ri sele­zio­na­ti, i depo­si­ti AI rice­vo­no i pro­dot­ti più diversi. 

Rapi­da­men­te dispo­ni­bi­li, un van­tag­gio dei depo­si­ti AI
«Alcu­ni mez­zi ausi­lia­ri spa­ri­sco­no rapi­da­men­te, altri resta­no qui a lun­go», spie­ga Ale­xan­dra Frey. Ad esem­pio, per­ché han­no una dimen­sio­ne che si adat­ta solo a poche per­so­ne, o per­ché è un mez­zo ausi­lia­rio spe­cia­le. Quan­do qual­cu­no ha biso­gno di un mez­zo ausi­lia­rio, è pron­to entro due o tre gior­ni. Il tem­po è un van­tag­gio deci­si­vo dei depo­si­ti AI rispet­to al riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to. «Que­st’ul­ti­mo spes­so non ha gran­di magaz­zi­ni e ordi­na i mez­zi ausi­lia­ri dai pro­dut­to­ri», affer­ma Ale­xan­dra Frey. In caso di caren­ze di for­ni­tu­ra o a secon­da del­la situa­zio­ne mon­dia­le, i tem­pi di atte­sa pos­so­no allun­gar­si di mesi. Nei depo­si­ti AI il mate­ria­le è pron­to. Anche l’In­sel­spi­tal si rifor­ni­sce di mez­zi ausi­lia­ri dal depo­si­to AI di Itti­gen. «Quan­do han­no biso­gno di un let­to per cure o di una car­roz­zi­na per le cure pal­lia­ti­ve, deve esse­re velo­ce», rac­con­ta Ale­xan­dra Frey. 

L’of­fi­ci­na dona nuo­va lucentezza
Affin­ché gli spe­cia­li­sti pos­sa­no ricon­di­zio­na­re un mez­zo ausi­lia­rio, rice­vo­no un ordi­ne di offi­ci­na. Que­sto vie­ne crea­to dal­la per­so­na che ha con­si­glia­to il clien­te o la clien­te. L’or­di­ne di offi­ci­na descri­ve esat­ta­men­te come i col­la­bo­ra­to­ri del­l’of­fi­ci­na devo­no adat­ta­re il mez­zo ausi­lia­rio. Pre­le­va­no il mez­zo ausi­lia­rio cor­ri­spon­den­te dal magaz­zi­no, poi lo depo­si­ta­no in una sor­ta di sala d’at­te­sa, per­ché i col­la­bo­ra­to­ri del­l’of­fi­ci­na lavo­ra­no i mez­zi ausi­lia­ri secon­do prio­ri­tà. Spes­so un mez­zo ausi­lia­rio pas­sa sot­to la doc­cia pri­ma del­la revi­sio­ne. A tal fine il depo­si­to AI ha una stan­za sepa­ra­ta. Que­sta è dota­ta di un’i­dro­pu­li­tri­ce, una lava­tri­ce, decal­ci­fi­can­te per sedie da doc­cia e deter­gen­ti e disin­fet­tan­ti. I mec­ca­ni­ci smon­ta­no il mez­zo ausi­lia­rio, lo puli­sco­no accu­ra­ta­men­te e lo lascia­no asciu­ga­re. Suc­ces­si­va­men­te lo ricon­di­co­no, sosti­tui­sco­no il mate­ria­le vec­chio con quel­lo nuo­vo, lo ripa­ra­no e lo adat­ta­no esat­ta­men­te alla per­so­na che lo rice­ve­rà. È sor­pren­den­te la tra­sfor­ma­zio­ne che subi­sco­no i mez­zi ausi­lia­ri. Per­ché dopo il lavo­ro sem­bra­no nuo­vi e aspet­ta­no di esse­re ritirati. 

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I mez­zi ausi­lia­ri usa­ti che tor­na­no al depo­si­to AI sem­bra­no a vol­te piut­to­sto danneggiati

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Lo smal­ti­men­to e il rici­clag­gio cor­ret­ti sono per 2 il depo­si­to AI l’ABC.

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Nei capan­no­ni di stoc­cag­gio si accu­mu­la­no mez­zi ausi­lia­ri e 3 pez­zi di ricam­bio di ogni tipo – orga­niz­za­ti con metodo.

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Gra­zie all’or­di­ne di offi­ci­na i col­la­bo­ra­to­ri del­l’of­fi­ci­na san­no cosa devo­no adat­ta­re per il nuo­vo utente.

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La coda di atte­sa con i mez­zi ausi­lia­ri da revisionare

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In que­sta stan­za gli spe­cia­li­sti puli­sco­no i mez­zi ausiliari.

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Il col­la­bo­ra­to­re del­l’of­fi­ci­na ricon­di­zio­na una car­roz­zi­na per bambini.

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La strut­tu­ra per sta­re in pie­di per bam­bi­ni smon­ta­ta vie­ne riequipaggiata.

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Come nuo­va: una car­roz­zi­na com­ple­ta­men­te revi­sio­na­ta con dispo­si­ti­vo di trai­no è pron­ta per il ritiro.

Anco­ra in uso in Etiopia

I mez­zi ausi­lia­ri dismes­si o che non sod­di­sfa­no più le dispo­si­zio­ni lega­li del­la Sviz­ze­ra rice­vo­no un’ul­te­rio­re vita in Etio­pia. Car­roz­zi­ne e mez­zi ausi­lia­ri sono lì, come in altri pae­si afri­ca­ni, un bene raro. Il 17% del­le per­so­ne in Etio­pia vive con una disa­bi­li­tà. Le cau­se sono guer­re, malat­tie o inci­den­ti. La FSCMA sostie­ne con il suo part­ner Rol­laid di Inter­la­ken l’or­ga­niz­za­zio­ne no-pro­­fit Addis Guzo. Oltre alle dona­zio­ni di mate­ria­le, due col­la­bo­ra­to­ri del­la FSCMA viag­gia­no rego­lar­men­te in Etio­pia per for­ma­re le per­so­ne nel­l’u­so dei mez­zi ausiliari. 

Video su Addis Guzo in lin­gua inglese

Per saper­ne di più:

www.rollaid.org
www.addisguzo.com

Depo­si­ti AI: un man­da­to di prestazioni

I depo­si­ti AI pres­so la FSCMA garan­ti­sco­no che i mez­zi ausi­lia­ri usa­ti ven­ga­no man­te­nu­ti e riu­ti­liz­za­ti. Si crea così un ciclo soste­ni­bi­le che rispet­ta le risor­se e fa rispar­mia­re costi all’AI.

La FSCMA gesti­sce il depo­si­to di mez­zi ausi­lia­ri del­l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà (depo­si­to AI) su man­da­to del­l’Uf­fi­cio fede­ra­le del­le assi­cu­ra­zio­ni socia­li (UFAS). Nei depo­si­ti sono pron­ti per il riu­ti­liz­zo mez­zi ausi­lia­ri di vario tipo. Come si è arri­va­ti a que­sta col­la­bo­ra­zio­ne? In pas­sa­to era così: l’AI acqui­sta­va mez­zi ausi­lia­ri tra­mi­te il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to. I mez­zi ausi­lia­ri non più uti­liz­za­ti tor­na­va­no a enti diver­si a secon­da del­la rego­la­men­ta­zio­ne can­to­na­le. Un’im­pre­sa costo­sa e poco sen­sa­ta dal pun­to di vista eco­lo­gi­co per l’AI, per­ché acqui­sta­va sem­pre nuo­vi mez­zi ausi­lia­ri. Per que­sto moti­vo l’AI nel 1988 si mise alla ricer­ca di un’or­ga­niz­za­zio­ne indi­pen­den­te per rea­liz­za­re l’i­dea dei depo­si­ti AI. Un ente cen­tra­le dove­va gesti­re i mez­zi ausi­lia­ri, man­te­ner­li e ricon­di­zio­nar­li per il riu­ti­liz­zo. L’AI tro­vò nel­la FSCMA la solu­zio­ne, poi­ché que­sta svol­ge solo atti­vi­tà di con­su­len­za e non ope­ra essa stes­sa come riven­di­to­re specializzato. 

Un ciclo sostenibile
Anco­ra oggi l’AI acqui­sta i mez­zi ausi­lia­ri pres­so il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to e li con­se­gna in pre­sti­to alle per­so­ne che ne han­no biso­gno. Un bam­bi­no in cre­sci­ta o una per­so­na con una malat­tia pro­gres­si­va ha rapi­da­men­te biso­gno di un altro mez­zo ausi­lia­rio. La dif­fe­ren­za rispet­to al pas­sa­to è: oggi i mez­zi ausi­lia­ri usa­ti van­no in uno dei depo­si­ti AI pres­so la FSCMA. Gli spe­cia­li­sti li revi­sio­na­no e li con­se­gna­no alla per­so­na suc­ces­si­va. Un ciclo soste­ni­bi­le e rispet­to­so del­le risor­se. «Natu­ral­men­te è anche impor­tan­te che il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to con­se­gni nuo­vi mez­zi ausi­lia­ri, altri­men­ti i depo­si­ti AI un gior­no saran­no vuo­ti», spie­ga Ale­xan­dra Frey. Come si ottie­ne un mez­zo ausi­lia­rio dal depo­si­to AI? Ci sono diver­si modi. Uno sce­na­rio di esem­pio: una per­so­na che ha biso­gno di una nuo­va car­roz­zi­na si rivol­ge al riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to. Que­sto discu­te con lei qua­le model­lo e qua­li adat­ta­men­ti le ser­vo­no. Inve­ce di ven­de­re diret­ta­men­te la car­roz­zi­na e adde­bi­tar­la all’AI, il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to deve pri­ma veri­fi­ca­re pres­so il depo­si­to AI se è dispo­ni­bi­le un model­lo adat­to. Se sì, la per­so­na rice­ve il mez­zo ausi­lia­rio dal depo­si­to AI, se no, dal riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to. Mol­ti clien­ti del­la FSCMA cono­sco­no ormai il depo­si­to AI da anni e in caso di neces­si­tà con­tat­ta­no diret­ta­men­te anche gli spe­cia­li­sti. Se un mez­zo ausi­lia­rio del depo­si­to AI neces­si­ta di ripa­ra­zio­ni o revi­sio­ni, gli uten­ti pos­so­no rivol­ger­si in qual­sia­si momen­to all’of­fi­ci­na del depo­si­to AI. 

Sen­za profitto
Il depo­si­to AI rice­ve dal­l’AI un impor­to for­fet­ta­rio per ogni mez­zo ausi­lia­rio. Que­sto copre mate­ria­le, manu­ten­zio­ne e sti­pen­di dei col­la­bo­ra­to­ri. L’ec­ce­den­za gene­ra­ta dai depo­si­ti AI tor­na a fine anno all’U­FAS. La FSCMA non ottie­ne alcun pro­fit­to dal­la gestio­ne del depo­si­to AI. 

 

Buo­no a sapersi

Il prin­ci­pio del­l’AI reci­ta: «Esi­ste dirit­to solo a mez­zi ausi­lia­ri di ese­cu­zio­ne sem­pli­ce, fun­zio­na­le ed eco­no­mi­ca. I costi aggiun­ti­vi dovu­ti a un’e­se­cu­zio­ne diver­sa devo­no esse­re soste­nu­ti dal­l’as­si­cu­ra­to stes­so.» (Art. 2 del­l’Or­di­nan­za del Dipar­ti­men­to fede­ra­le del­l’in­ter­no con­cer­nen­te la for­ni­tu­ra di mez­zi ausi­lia­ri da par­te del­l’as­si­cu­ra­zio­ne invalidità)

La Sviz­ze­ra può pren­de­re esem­pio da Barcellona

An Barcelona kann sich die Schweiz ein Beispiel nehmen - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz
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Caro­li­ne Baier era un’or­ga­niz­za­tri­ce di even­ti di pro­fes­sio­ne ed era respon­sa­bi­le di diver­si even­ti pub­bli­ci nel­la cit­tà di Zuri­go. «C’e­ra sem­pre mol­to da orga­niz­za­re affin­ché tut­to fun­zio­nas­se alla per­fe­zio­ne», ricor­da la 52enne. Ama­va mol­to il suo lavo­ro, fin­ché nel 2010 la dia­gno­si di scle­ro­si mul­ti­pla ℠ le ha scom­bus­so­la­to i pia­ni. La SM è una malat­tia con mol­ti vol­ti, il cui decor­so met­te fisi­ca­men­te alla pro­va le per­so­ne colpite. 

Pri­mi sin­to­mi e il lun­go per­cor­so ver­so la diagnosi
L’or­ga­niz­za­zio­ne di even­ti è mol­to impe­gna­ti­va e lo stress aggra­va i sin­to­mi del­la malat­tia. Caro­li­ne Baier ha dovu­to, a malin­cuo­re, rinun­cia­re al suo ama­to lavo­ro. Ha tra­scor­so il tem­po gua­da­gna­to con la sua fami­glia. I suoi figli ave­va­no tre e cin­que anni quan­do ha rice­vu­to la diagnosi. 

«Retro­spet­ti­va­men­te, so di aver avu­to i pri­mi sin­to­mi già all’e­tà di 17 anni», rac­con­ta Caro­li­ne Baier. Bal­lan­do, notò che dopo poco tem­po ave­va pro­ble­mi di coor­di­na­zio­ne e non riu­sci­va più a tene­re il rit­mo. Inol­tre, ave­va costan­te­men­te infe­zio­ni alla vesci­ca. Più tar­di si aggiun­se­ro stan­chez­za e for­mi­co­lio alle brac­cia e alle gam­be. «Il mio medi­co di fami­glia lo liqui­dò come sovrac­ca­ri­co», spie­ga. Si sen­ti­va eti­chet­ta­ta come ipo­con­dria­ca e non pre­sa sul serio. 

Una malat­tia con mol­ti effet­ti collaterali
Oggi si adat­ta bene alla malat­tia e alla situa­zio­ne di vita in con­ti­nuo cam­bia­men­to. «Sono mol­to ben inte­gra­ta nel­la mia fami­glia», dice Caro­li­ne Baier e aggiun­ge: «I miei ragaz­zi e mio mari­to san­no gesti­re mol­to bene la SM e le sfi­de che ne deri­va­no». È un’im­pren­di­tri­ce e può adat­ta­re il suo ora­rio di lavo­ro al suo benes­se­re. Per­ché la SM la ral­len­ta. Anda­tu­ra atas­si­ca (atas­sia), solo il 20% del­la vista nel­l’oc­chio sini­stro a cau­sa di un dan­no per­ma­nen­te al ner­vo otti­co, distur­bi del­l’e­qui­li­brio, affa­ti­ca­men­to, rigi­di­tà mat­tu­ti­na e debo­lez­za di coor­di­na­zio­ne e con­cen­tra­zio­ne sono solo alcu­ni degli effet­ti collaterali. 

Mobi­le gra­zie ai mez­zi ausiliari
I mez­zi ausi­lia­ri sono uti­liz­za­ti quo­ti­dia­na­men­te da Caro­li­ne Baier. Un ele­gan­te basto­ne da pas­seg­gio è il suo com­pa­gno costan­te. Dopo una gra­ve rica­du­ta nel 2012, pos­sie­de una sedia a rotel­le atti­va con un moto­re elet­tri­co mon­ta­bi­le e una ruo­ta aggiun­ti­va com­ple­men­ta­re. Può mon­tar­la lei stes­sa sul­la sedia a rotel­le. Soprat­tut­to quan­do i bam­bi­ni era­no pic­co­li, pote­va così supe­ra­re sen­za pro­ble­mi sen­tie­ri di ghia­ia o pra­ti per rag­giun­ge­re il par­co gio­chi. «Non è sta­to faci­le con­vin­ce­re l’AI che una sedia a rotel­le da fuo­ri­stra­da è buo­na per il ter­re­no, ma per me nel­la vita di tut­ti i gior­ni è poco pra­ti­ca a cau­sa del cari­co in auto», rac­con­ta Caro­li­ne Baier. Oggi uti­liz­za anche un moto­re elet­tri­co per sedie a rotel­le atti­ve, lo Smoov. Anche que­sto lo mon­ta lei stes­sa sul­la sedia a rotel­le. Dal 2019 è anche orgo­glio­sa pro­prie­ta­ria di un Alinker. 

Alin­ker – Bici­clet­ta sen­za peda­li per una mag­gio­re autonomia
L’A­lin­ker è una bici­clet­ta sen­za peda­li a tre ruo­te. È pro­get­ta­ta per le per­so­ne che voglio­no rima­ne­re atti­ve e mobi­li in modo auto­no­mo. Con l’A­lin­ker, Caro­li­ne Baier si muo­ve in equi­li­brio, all’al­tez­za degli occhi e alleg­ge­ri­ta dal pro­prio peso corporeo. 

Caro­li­ne Baier è così entu­sia­sta del­l’A­lin­ker che dal 2019 detie­ne i dirit­ti per la sua distri­bu­zio­ne in Sviz­ze­ra, Ger­ma­nia e Austria. Gli inte­res­sa­ti pos­so­no pro­va­re l’A­lin­ker pres­so Caro­li­ne Baier pri­ma del­l’ac­qui­sto. Attual­men­te la bici­clet­ta sen­za peda­li non è nel­l’e­len­co dei mez­zi ausi­lia­ri del­l’AI, ma in sin­go­li casi que­sta ne copre i costi. 

Tem­po per ripren­der­si e rac­co­glie­re impressioni
Il movi­men­to è per Caro­li­ne Baier un equi­li­brio idea­le al lavo­ro. Pri­ma era mol­to spor­ti­va, oggi fa fit­ness ogni gior­no e va rego­lar­men­te all’ip­po­te­ra­pia. Insie­me a suo mari­to, par­te­ci­pa anche rego­lar­men­te agli even­ti spor­ti­vi dei suoi figli, che si distin­guo­no come gio­va­ni atle­ti nel­la pal­la­vo­lo e nel cal­cio. «Sono dav­ve­ro bra­vi», dice la mam­ma orgogliosa. 

Ma anche il perio­do più bel­lo del­l’an­no non man­ca alla fami­glia. Per Caro­li­ne Baier e suo mari­to, le vacan­ze spes­so sono in Fran­cia. Nel baga­glio ci sono tut­ti i mez­zi ausi­lia­ri mobi­li: la sedia a rotel­le con tut­ti gli acces­so­ri, la Hase Bike con assi­sten­za elet­tri­ca e natu­ral­men­te l’A­lin­ker. Per l’A­lin­ker e la sedia a rotel­le han­no pro­get­ta­to un rimor­chio per bici­clet­te che pos­so­no trai­na­re. Seb­be­ne Caro­li­ne Baier si muo­va anco­ra a pie­di con il basto­ne, può ricor­re­re a que­sti mez­zi ausi­lia­ri quan­do visi­ta una cit­tà o altre attra­zio­ni. «Le mie for­ze non basta­no più per cam­mi­na­re o anda­re in bici­clet­ta per ore», dice Caro­li­ne Baier. 

Nel 2023 la fami­glia ha viag­gia­to a Bar­cel­lo­na. Ha por­ta­to con sé l’A­lin­ker. È pie­ghe­vo­le e non è sta­to un pro­ble­ma por­tar­lo in aereo. Caro­li­ne Baier è rima­sta entu­sia­sta di Bar­cel­lo­na. «La cit­tà è mol­to ben attrez­za­ta per le esi­gen­ze del­le per­so­ne con disa­bi­li­tà», spie­ga. Si può, ad esem­pio, noleg­gia­re spon­ta­nea­men­te una sedia a rotel­le, e ci sono taxi appo­si­ta­men­te attrez­za­ti, con­tras­se­gna­ti per il tra­spor­to di sedie a rotel­le. «La Sviz­ze­ra dovreb­be pren­de­re esem­pio», dice. Le sue espe­rien­ze con l’A­lin­ker nei tra­spor­ti pub­bli­ci sviz­ze­ri non sono mol­to buo­ne. Non è – a dif­fe­ren­za del­le sedie a rotel­le e dei deam­bu­la­to­ri – un mez­zo ausi­lia­rio sog­get­to a obbli­go di tra­spor­to. Nono­stan­te tut­ti gli osta­co­li, Caro­li­ne Baier rima­ne posi­ti­va e si con­cen­tra su ciò che può fare, e aggiun­ge: «Ram­ma­ri­car­si per ciò che non è più pos­si­bi­le non ser­ve a nulla». 

La Svizzera può prendere esempio da Barcellona - La FSCMA – La vostra consulente indipendente e fornitrice di servizi per i mezzi ausiliari in Svizzera 1 La Svizzera può prendere esempio da Barcellona - La FSCMA – La vostra consulente indipendente e fornitrice di servizi per i mezzi ausiliari in Svizzera 2

Gra­zie all’A­lin­ker, chiac­chie­ra con sua madre all’al­tez­za degli occhi men­tre fa shop­ping a Barcellona.
Sightseeing a Bar­cel­lo­na: con l’A­lin­ker, Caro­li­ne Baier si muo­ve in autonomia.

In mol­ti pae­si le per­so­ne sono mol­to disponibili

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Cul­tu­re, colo­ri, pro­fu­mi, ani­ma­li, natu­ra: c’è mol­to da sco­pri­re nel mon­do. I ricor­di e le espe­rien­ze fat­te duran­te i viag­gi lascia­no il segno e resta­no nel cuo­re. Anche per chi usa la sedia a rotel­le sono pos­si­bi­li viag­gi indi­vi­dua­li in pae­si lon­ta­ni. Roland Bigler, con­su­len­te di viag­gio per viag­gi acces­si­bi­li pres­so Glo­be­trot­ter, in con­ver­sa­zio­ne con Exma INFO. 

Per­ché con­si­glia alle per­so­ne in sedia a rotel­le viag­gi avven­tu­ro­si e individuali?
Viag­gia­re arric­chi­sce! Anche se per chi usa la sedia a rotel­le le vacan­ze di per sé sono spes­so già un’av­ven­tu­ra. In tut­to il mon­do ci sono azien­de che offro­no alle per­so­ne in sedia a rotel­le espe­rien­ze che van­no oltre i viag­gi stan­dard. In Kenya e in Suda­fri­ca ci sono vei­co­li con ram­pe per sedie a rotel­le elet­tri­che. Fino­ra ho lascia­to una ram­pa in ogni con­ti­nen­te, per­ché la gen­te me ne ha costrui­ta una per tre o quat­tro gra­di­ni. Chis­sà, for­se le ram­pe sono anco­ra lì oggi e aiu­ta­no altri. 

O che ne dici di un giro in cam­mel­lo? Ho tro­va­to un for­ni­to­re di tour e viag­gi orga­niz­za­ti acces­si­bi­li in Maroc­co. Offre anche pas­seg­gia­te in cam­mel­lo per chi usa la sedia a rotel­le. Que­sto è pos­si­bi­le gra­zie a una sedia appo­si­ta­men­te costrui­ta che vie­ne lega­ta sul dor­so del­l’a­ni­ma­le. Così anche i tetra­ple­gi­ci pos­so­no fare un tour nel deser­to e per­not­ta­re in ten­da. Espe­rien­ze del gene­re mi attraggono. 

Sei con­su­len­te di viag­gio pres­so Glo­be­trot­ter. Come ci sei arrivato? 
Nel 2012 sono sta­to in Austra­lia con la mia com­pa­gna per un anno. Pri­ma del viag­gio ave­vo lascia­to il mio lavo­ro; poco pri­ma di tor­na­re a casa, mi è venu­ta l’i­dea di lavo­ra­re in un’a­gen­zia di viag­gi – un’a­gen­zia che offre viag­gi indi­vi­dua­li acces­si­bi­li. Anco­ra in Austra­lia ho con­tat­ta­to il CEO di Glo­be­trot­ter, ed era aper­to alla mia idea. Ora lavo­ro come con­su­len­te di viag­gio dal 2014 e ho svi­lup­pa­to un ser­vi­zio di con­su­len­za per viag­gi accessibili. 

Ha sen­so che le per­so­ne in sedia a rotel­le con­si­gli­no altre per­so­ne nel­la stes­sa situa­zio­ne. Inol­tre è più cre­di­bi­le, per­ché cono­scia­mo temi che i pedo­ni non han­no sul radar. 

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Imma­gi­ne a sini­stra: Vasti­tà infi­ni­ta e natu­ra pura nel Par­co Pro­vin­cia­le di Ischi­gua­la­sto in Argentina.
Imma­gi­ne a destra: A Buda­pe­st c’è mol­to da sco­pri­re in sedia a rotel­le – come il Palo­ma Arts­pa­ce, dal 2014 la casa dei crea­ti­vi ungheresi.

Cosa fai quan­do gli inte­res­sa­ti han­no dub­bi pri­ma di un viag­gio lontano?
Allo­ra rac­con­to loro del­le mie espe­rien­ze. Da Glo­be­trot­ter ogni con­su­len­te di viag­gio ha un pro­fi­lo onli­ne con reso­con­ti di viag­gio – così anche io. Lì gli inte­res­sa­ti pos­so­no leg­ge­re cosa è pos­si­bi­le per me, dove e come viag­gio. Che si trat­ti di un safa­ri in Kenya, di un viag­gio in cam­per attra­ver­so il Cana­da o su una casa gal­leg­gian­te attra­ver­so Berlino. 

In Austra­lia io e la mia com­pa­gna abbia­mo vis­su­to in ten­da per set­te mesi. Cer­to, non è pos­si­bi­le per tut­ti, ma si vede: anche in sedia a rotel­le mol­to è pos­si­bi­le. Natu­ral­men­te ogni con­su­len­za è indi­vi­dua­le e il viag­gio dipen­de dal tipo di limi­ta­zio­ne del­la mobi­li­tà. Può anche gio­ca­re un ruo­lo se la per­so­na viag­gia con la sedia a rotel­le elet­tri­ca o manua­le. Soprat­tut­to quan­do si dipen­de dal­l’a­iu­to degli altri. Una sedia a rotel­le elet­tri­ca è pesan­te e in caso di pro­ble­ma tec­ni­co non può esse­re sol­le­va­ta in un vei­co­lo, per esem­pio. Inve­ce una sedia a rotel­le manua­le può esse­re sol­le­va­ta e cari­ca­ta sen­za problemi. 

Su Inter­net le per­so­ne in sedia a rotel­le rac­con­ta­no le loro espe­rien­ze di viag­gio nei loro blog. Vale la pena fare una ricerca. 

Qua­li offer­te o desti­na­zio­ni per per­so­ne in sedia a rotel­le offre Globetrotter?
Da Glo­be­trot­ter non abbia­mo un cata­lo­go di viag­gi nel sen­so clas­si­co per i viag­gi acces­si­bi­li. Quan­do qual­cu­no mi con­tat­ta con un desi­de­rio o un’i­dea di viag­gio, fac­cio ricer­che su Inter­net per vede­re se ci sono offer­te e fornitori. 

Un esem­pio: qual­che mese fa una clien­te vole­va anda­re alle Iso­le Gala­pa­gos con suo figlio. One­sta­men­te pen­sa­vo che potes­se esse­re piut­to­sto dif­fi­ci­le. Ma mi sono dovu­to ricre­de­re. In Ger­ma­nia ho tro­va­to un for­ni­to­re che offre viag­gi acces­si­bi­li alle Iso­le Gala­pa­gos. L’ho con­tat­ta­to. Madre e figlio han­no tra­scor­so tre set­ti­ma­ne lì ed era­no entu­sia­sti. Fino­ra sono riu­sci­to a sod­di­sfa­re qua­si tut­ti i desi­de­ri dei miei clienti. 

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Fred­do, neve e un giro in slit­ta trai­na­ta da ren­ne in sedia a rotel­le in Finlandia.
Il ter­re­no è fan­go­so, le per­so­ne sono dispo­ni­bi­li – sen­za esi­ta­re, por­ta­no Roland Bigler attra­ver­so il ter­re­no imper­vio in Kenya.

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Imma­gi­ne a sini­stra: Sky­li­ne, tra­mon­to – per­ché non par­ti­re per Mia­mi e immer­ger­si nel­la città?
Imma­gi­ne a destra: Mare, sco­glie­re – la Nor­man­dia ha mol­to da offri­re. Come qui a Fécamp. 

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Imma­gi­ne a sini­stra: Come nel­le Mil­le e una not­te: la gran­de Moschea del Sul­ta­no Qaboos, una del­le moschee più gran­di del mon­do e una del­le prin­ci­pa­li attra­zio­ni di Muscat.
Imma­gi­ne a destra: Cuba è famo­sa per le sue auto d’e­po­ca colo­ra­te. Con abba­stan­za chia­ri­men­ti, il pae­se può esse­re visi­ta­to anche in sedia a rotelle. 

I viag­gi in aereo con la sedia a rotel­le han­no le loro insi­die. Cosa devo­no sape­re i viag­gia­to­ri e come si pre­pa­ra­no al meglio?
Le com­pa­gnie aeree sono obbli­ga­te secon­do l’As­so­cia­zio­ne Inter­na­zio­na­le del Tra­spor­to Aereo IATA a tra­spor­ta­re anche per­so­ne che dipen­do­no da una sedia a rotel­le. Inol­tre, le com­pa­gnie aeree devo­no aiu­ta­re duran­te l’im­bar­co e lo sbar­co. Natu­ral­men­te un pas­seg­ge­ro deve sod­di­sfa­re deter­mi­na­ti cri­te­ri. Per esem­pio, deve poter sta­re sedu­to eret­to nel nor­ma­le sedi­le dell’aereo. 

Un’in­si­dia è il bagno. Il per­so­na­le di volo non aiu­ta nes­su­no ad anda­re in bagno. Le per­so­ne con SM o in gene­ra­le le per­so­ne che han­no anco­ra una cer­ta capa­ci­tà di cam­mi­na­re pos­so­no spo­star­si auto­no­ma­men­te dal­la sedia a rotel­le del­la cabi­na al pic­co­lo gabi­net­to. Per me que­sto signi­fi­ca: una vol­ta sul­l’ae­reo, riman­go al mio posto fino allo sbar­co. Uso un cate­te­re e una sac­ca per le uri­ne, che la mia com­pa­gna svuo­ta per me. Non ci sono pos­si­bi­li­tà migliori. 

Tut­te le com­pa­gnie aeree han­no le stes­se linee gui­da quan­do si trat­ta di tra­spor­ta­re sedie a rotelle?
Per quan­to ne so, le linee gui­da sono le stes­se ovun­que. I viag­gia­to­ri con sedia a rotel­le devo­no regi­stra­re la loro sedia a rotel­le. Per una sedia a rotel­le elet­tri­ca o un dispo­si­ti­vo di trai­no ser­vo­no anche infor­ma­zio­ni sul tipo di bat­te­ria. Il tra­spor­to di una sedia a rotel­le è gra­tui­to. È impor­tan­te far­si con­fer­ma­re tut­to per iscritto. 

Una vol­ta ero in Oman. Il volo di anda­ta è anda­to liscio, al ritor­no la stes­sa com­pa­gnia aerea improv­vi­sa­men­te non vole­va por­ta­re lo Swiss-Trac, anche se tut­to era in rego­la e viag­gia­vo con lo stes­so mate­ria­le. I viag­gia­to­ri in sedia a rotel­le dovreb­be­ro pre­pa­rar­si a tali sce­na­ri, rima­ne­re fles­si­bi­li e tena­ci e insi­ste­re sui pro­pri dirit­ti e sui docu­men­ti confermati. 

Ci sono deter­mi­na­te com­pa­gnie aeree che con­si­gli par­ti­co­lar­men­te per la loro acces­si­bi­li­tà e offer­te di supporto?
Per quan­to ne so, tut­te le com­pa­gnie offro­no più o meno la stes­sa offer­ta acces­si­bi­le. Con le com­pa­gnie aeree sviz­ze­re si ha il van­tag­gio di esse­re a casa e del­la lin­gua. Que­sto ren­de più faci­le far­si vale­re in caso di difficoltà. 

L’ac­ces­si­bi­li­tà in un pae­se del ter­zo mon­do non è la stes­sa che da noi, già solo per l’in­fra­strut­tu­ra. Come dovreb­be­ro pre­pa­rar­si i viaggiatori?
I miei clien­ti sono ben con­sa­pe­vo­li che non pos­so­no aspet­tar­si la stes­sa infra­strut­tu­ra che abbia­mo noi in altri pae­si, soprat­tut­to quan­do par­to­no per pae­si più poveri.

Può suc­ce­de­re ovun­que che un ascen­so­re non fun­zio­ni. Nei viag­gi in tre­no fuo­ri dal­le gran­di cit­tà spes­so non ci sono ban­chi­ne a livel­lo del suo­lo. O il per­so­na­le di una com­pa­gnia di tra­spor­ti non vuo­le assu­mer­si la respon­sa­bi­li­tà di una per­so­na in sedia a rotel­le. Lì si dipen­de dal­l’a­iu­to dei com­pa­gni di viag­gio. Ma di soli­to sup­por­ta­no volentieri. 

Hai esem­pi di questo?
Duran­te un viag­gio di cin­que set­ti­ma­ne alle Fiji abbia­mo fat­to un’e­scur­sio­ne su un’i­so­la. Il viag­gio in bar­ca è dura­to tre ore. Al momen­to del­la pre­no­ta­zio­ne ave­vo men­zio­na­to che uso una sedia a rotel­le e non pos­so sali­re le sca­le. L’e­qui­pag­gio ha det­to che non era un pro­ble­ma, avreb­be­ro aiu­ta­to – un’af­fer­ma­zio­ne che lascia mol­to spa­zio all’in­ter­pre­ta­zio­ne. Sul­la bar­ca mi han­no sol­le­va­to con cura dal­la sedia a rotel­le. Arri­va­ti all’i­so­la, la bar­ca non pote­va attrac­ca­re a cau­sa del­la bas­sa marea. Mol­to natu­ral­men­te l’e­qui­pag­gio mi ha por­ta­to per cir­ca 200 metri attra­ver­so l’ac­qua bas­sa. Così spon­ta­nea­men­te le per­so­ne del posto risol­vo­no le situazioni. 

Qua­li con­si­gli hai per pro­teg­ger­si dal­le emer­gen­ze medi­che duran­te i viaggi?
Nes­su­no può pro­teg­ger­si da tut­to. È impor­tan­te ave­re con sé abba­stan­za mate­ria­le di ricam­bio, i far­ma­ci neces­sa­ri e i far­ma­ci di emer­gen­za comu­ni. Inol­tre, i viag­gia­to­ri dovreb­be­ro ave­re un’as­si­cu­ra­zio­ne di rim­pa­trio per un’emergenza. 

È sicu­ra­men­te sen­sa­to infor­mar­si in anti­ci­po pres­so le auto­ri­tà loca­li, l’or­ga­niz­za­to­re o le per­so­ne del posto sul­l’o­spe­da­le o lo stu­dio medi­co più vici­no. È anche uti­le cer­ca­re in anti­ci­po il nume­ro di emer­gen­za del paese. 

Orga­niz­zi sup­por­to e assi­sten­za in loco per i tuoi clienti?
Tut­ti i miei clien­ti viag­gia­no con una o più per­so­ne di accom­pa­gna­men­to. Si sen­to­no più a loro agio quan­do una per­so­na di fidu­cia si occu­pa di deter­mi­na­ti com­pi­ti di assi­sten­za. Un’as­si­sten­za da par­te di estra­nei può esse­re deli­ca­ta se non fun­zio­na a livel­lo inter­per­so­na­le. A Tene­ri­fe c’è per esem­pio una sor­ta di assi­sten­za domi­ci­lia­re. Quan­do cono­sco tali offer­te, inol­tro i con­tat­ti agli inte­res­sa­ti se neces­sa­rio. Ma devo­no orga­niz­za­re il sup­por­to da soli. 

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In viag­gio acces­si­bi­le in Thai­lan­dia – fun­zio­na benissimo.

Che ruo­lo gio­ca­no i con­tat­ti loca­li e le reti nel­la pia­ni­fi­ca­zio­ne dei viaggi?
Acces­si­bi­le o no: da Glo­be­trot­ter pre­no­tia­mo i viag­gi esclu­si­va­men­te tra­mi­te altri orga­niz­za­to­ri con con­tat­ti loca­li. Gestia­mo una hel­pli­ne 24 ore su 24. Se arri­va una segna­la­zio­ne tra­mi­te que­sta, infor­mo l’or­ga­niz­za­to­re e lui coor­di­na ulte­rior­men­te. Nei viag­gi di grup­po è più faci­le, lì si ha una per­so­na di con­tat­to in loco. 

Viag­gia­re in grup­po o in modo indi­pen­den­te: qua­li sono i van­tag­gi e gli svan­tag­gi per le per­so­ne in sedia a rotelle?
Il van­tag­gio di un viag­gio di grup­po può esse­re che si può con­di­vi­de­re ciò che si è vis­su­to o anche le pau­re, ci si sostie­ne a vicen­da, ci si moti­va o ci si dan­no con­si­gli. Per­so­nal­men­te pre­fe­ri­rei un pic­co­lo grup­po con due o tre per­so­ne in sedia a rotel­le, di più lo imma­gi­no dif­fi­ci­le – sia per il tra­sfe­ri­men­to aero­por­tua­le che per i tra­spor­ti nel pae­se di vacan­za. Anche una visi­ta al risto­ran­te con sei sedie a rotel­le e diver­se per­so­ne di accom­pa­gna­men­to diven­ta rapi­da­men­te una sfi­da di spa­zio per il per­so­na­le del­la ristorazione. 

Qua­li mez­zi ausi­lia­ri oltre alla sedia a rotel­le por­ti con te in viag­gio e cosa c’è da considerare?
Fon­da­men­tal­men­te viag­gio secon­do il mot­to: «Meno è meglio.» Il mio dispo­si­ti­vo di trai­no, lo Swiss-Trac, vie­ne sem­pre con me. Altre per­so­ne dipen­do­no da una sedia a rotel­le elet­tri­ca e devo­no por­tar­la con sé. Biso­gna sem­pre tene­re a men­te che un dispo­si­ti­vo può rom­per­si e una ripa­ra­zio­ne può esse­re dif­fi­ci­le. Un tale gua­sto può signi­fi­ca­re la fine di un viag­gio. Que­ste pau­re sono com­pren­si­bi­li, ma rinun­cia­re a viag­gia­re per que­sto sareb­be un peccato. 

Imma­gi­ni per gen­ti­le con­ces­sio­ne di Roland Bigler

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La per­so­na
Un tuf­fo nel mare è sta­to fata­le per Roland Bigler. A segui­to di un col­po alla nuca, cau­sa­to da un’on­da, il 20enne di allo­ra è diven­ta­to tetra­ple­gi­co. Il mura­to­re di for­ma­zio­ne è da allo­ra para­liz­za­to dal pet­to in giù – può muo­ve­re le brac­cia in modo limi­ta­to, le dita no. Pro­fes­sio­nal­men­te Roland Bigler ha dovu­to cam­bia­re e ha com­ple­ta­to una for­ma­zio­ne com­mer­cia­le pres­so la Fon­da­zio­ne Schu­­lungs- und Woh­n­heim Ros­sfeld a Ber­na. Suc­ces­si­va­men­te ha lavo­ra­to lì nel­l’IT e nel­la con­ta­bi­li­tà. Roland Bigler non si è mai lascia­to sco­rag­gia­re dai viag­gi nono­stan­te la sedia a rotel­le. Le sue espe­rien­ze gli tor­na­no uti­li nel­le sue con­su­len­ze per viag­gi acces­si­bi­li pres­so Globetrotter. 

I suoi reso­con­ti di viag­gio sono dispo­ni­bi­li su: globetrotter.ch/rbigler

Rima­ne­re indi­pen­den­ti in età avanzata

Im Alter unabhängig bleiben - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz
Im Alter unabhängig bleiben - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz 1

Nel cor­so degli anni, la vita cam­bia, spes­so in modo insi­dio­so. La vista e l’u­di­to dimi­nui­sco­no gra­dual­men­te, e anche la resi­sten­za fisi­ca e men­ta­le cala. Chi ha geni­to­ri di una cer­ta età, pri­ma o poi, note­rà mol­ti pic­co­li cam­bia­men­ti nel loro com­por­ta­men­to. È quin­di anco­ra più impor­tan­te che i fami­lia­ri rea­gi­sca­no con com­pren­sio­ne e segna­li­no con deli­ca­tez­za que­sti svi­lup­pi. Per­ché più una per­so­na invec­chia, più i cam­bia­men­ti sono dif­fi­ci­li. Pos­so­no sca­te­na­re incer­tez­za o per­si­no pau­ra, e non di rado ciò si mani­fe­sta con una cer­ta osti­na­zio­ne. Un approc­cio empa­ti­co e rispet­to­so è quin­di cru­cia­le per tro­va­re insie­me buo­ne soluzioni. 

Le per­so­ne anzia­ne a vol­te fati­ca­no a tra­sfe­rir­si in una casa di ripo­so o di cura. L’im­ma­gi­ne di per­so­ne sedu­te e anno­ia­te è radi­ca­ta nel­la men­te di mol­ti, ma quei tem­pi sono pas­sa­ti da tem­po. Oggi, nel­la mag­gior par­te del­le isti­tu­zio­ni, ci sono pro­gram­mi di intrat­te­ni­men­to vari e atti­vi­tà diver­se e gli ospi­ti bene­fi­cia­no inol­tre del­l’am­bien­te socia­le loca­le.

Tut­ta­via, è impor­tan­te sape­re: è nel­l’in­te­res­se di tut­ti che le per­so­ne pos­sa­no rima­ne­re il più a lun­go pos­si­bi­le tra le pro­prie mura dome­sti­che, poi­ché ciò è anco­ra più con­ve­nien­te di un tra­sfe­ri­men­to in una casa di ripo­so o in un’al­tra isti­tu­zio­ne. Di segui­to, for­nia­mo con­si­gli e mostria­mo qua­li mez­zi ausi­lia­ri pos­so­no sup­por­ta­re le per­so­ne anziane. 
Nel­la scel­ta dei mez­zi ausi­lia­ri, è impor­tan­te con­si­de­ra­re le esi­gen­ze e le pre­fe­ren­ze indi­vi­dua­li. Una con­su­len­za pro­fes­sio­na­le e la cor­ret­ta rego­la­zio­ne dei mez­zi ausi­lia­ri sono fon­da­men­ta­li. La FSCMA offre con­su­len­za indi­pen­den­te agli inte­res­sa­ti, e anche pro­fes­sio­ni­sti del­la fisio­te­ra­pia o del­l’er­go­te­ra­pia pos­so­no aiu­ta­re a otte­ne­re il miglior risul­ta­to pos­si­bi­le. Inol­tre, pres­so l’e­spo­si­zio­ne del­la FSCMA a Oen­sin­gen (SO), l’Ex­ma VISION, gli inte­res­sa­ti han­no la pos­si­bi­li­tà di pro­va­re diret­ta­men­te mol­ti mez­zi ausiliari. 
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Il deam­bu­la­to­re offre sta­bi­li­tà e sicu­rez­za duran­te la deambulazione.
Gra­zie a uno scoo­ter elet­tri­co, le per­so­ne con mobi­li­tà ridot­ta si muo­vo­no in modo indipendente.
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I siste­mi di chia­ma­ta d’e­mer­gen­za sono pre­zio­si quan­do qual­cu­no ha biso­gno di aiu­to rapidamente.
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I mani­glio­ni offro­no mol­ta sicu­rez­za duran­te l’u­so del­la toi­let­te e l’i­gie­ne personale.
Un sedi­le per doc­cia ridu­ce il rischio di cadu­te duran­te la doccia.
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Una tavo­la per vasca faci­li­ta l’in­gres­so nel­la vasca da bagno.
In movi­men­to auto­no­ma­men­te gra­zie ai mez­zi ausi­lia­ri per la mobilità
Gra­zie ai mez­zi ausi­lia­ri, gli anzia­ni pos­so­no con­ti­nua­re a par­te­ci­pa­re atti­va­men­te e auto­no­ma­men­te alla vita quo­ti­dia­na e miglio­ra­re signi­fi­ca­ti­va­men­te la loro qua­li­tà di vita. Per le per­so­ne che non cam­mi­na­no più così bene, un deam­bu­la­to­re è un mez­zo ausi­lia­rio pre­zio­so, poi­ché offre sicu­rez­za duran­te la deam­bu­la­zio­ne e può pre­ve­ni­re le cadu­te. Gra­zie ai fre­ni, l’u­ten­te è sicu­ro anche in disce­sa. Se la per­so­na desi­de­ra fare la spe­sa auto­no­ma­men­te, un deam­bu­la­to­re con sedu­ta e cesti­no o bor­sa è di enor­me aiu­to: la spe­sa può esse­re ripo­sta in sicu­rez­za e, in caso di stan­chez­za, c’è la pos­si­bi­li­tà di ripo­sar­si bre­ve­men­te. Un’al­tra buo­na opzio­ne per muo­ver­si in modo indi­pen­den­te e sicu­ro è uno scoo­ter elet­tri­co a tre o quat­tro ruote. 
A vol­te una sedia a rotel­le è il mez­zo ausi­lia­rio adat­to. Le sedie a rotel­le sono dispo­ni­bi­li in tut­te le varian­ti pos­si­bi­li, dal­le sedie a rotel­le stan­dard che pos­so­no esse­re azio­na­te manual­men­te, alle sedie a rotel­le elet­tri­che per inter­ni ed ester­ni, fino alle sedie a rotel­le spe­cia­li come le sedie a rotel­le ver­ti­ca­liz­zan­ti o da viag­gio. In bre­ve: esi­ste una solu­zio­ne adat­ta per ogni esi­gen­za.Tec­no­lo­gie in avanzamento
Anche i mez­zi ausi­lia­ri elet­tro­ni­ci gio­ca­no un ruo­lo sem­pre più impor­tan­te nel­la vita sen­za bar­rie­re. Con i siste­mi smart home si con­trol­la­no luci, tem­pe­ra­tu­ra, sicu­rez­za e altro anco­ra tra­mi­te coman­do voca­le o smart­pho­ne, sem­pli­ce­men­te pre­men­do un pul­san­te e sen­za sforzo. 

Un siste­ma di chia­ma­ta d’e­mer­gen­za – sot­to for­ma di brac­cia­let­to, col­la­na o dispo­si­ti­vo mobi­le – offre agli anzia­ni e ai loro fami­lia­ri un sen­so di sicu­rez­za. Pre­men­do un pul­san­te, gli uten­ti pos­so­no chia­ma­re rapi­da­men­te aiu­to in caso di emergenza. 

I trac­ker di salu­te e fit­ness misu­ra­no dati sani­ta­ri come fre­quen­za car­dia­ca, son­no e atti­vi­tà. I siste­mi di pro­me­mo­ria aiu­ta­no a non dimen­ti­ca­re, tra l’al­tro, l’as­sun­zio­ne di far­ma­ci o altri com­pi­ti. Smart­pho­ne, tablet e com­pu­ter stan­no inol­tre diven­tan­do sem­pre più adat­ti all’e­tà e acces­si­bi­li: l’in­gran­di­men­to del testo ren­de i con­te­nu­ti più leg­gi­bi­li, e mol­ti dispo­si­ti­vi offro­no opzio­ni inte­gra­te per la rego­la­zio­ne del­la dimen­sio­ne del carat­te­re, in modo che le per­so­ne anzia­ne pos­sa­no uti­liz­za­re i media digi­ta­li sen­za restri­zio­ni. In alter­na­ti­va, i testi pos­so­no anche esse­re let­ti ad alta voce. Inol­tre, esi­sto­no app che alle­na­no la memoria. 

Mez­zi ausi­lia­ri per la casa
Affin­ché una per­so­na pos­sa vive­re a casa il più a lun­go pos­si­bi­le, è impor­tan­te adat­ta­re l’am­bien­te di con­se­guen­za. Per pre­ve­ni­re le cadu­te, è oppor­tu­no rimuo­ve­re inu­ti­li osta­co­li come tap­pe­ti o vasi di fio­ri. Anche gli ango­li bui dovreb­be­ro esse­re ben illu­mi­na­ti. In gene­ra­le: meno è spes­so di più, e ci si muo­ve così più libe­ra­men­te e in sicu­rez­za tra le pro­prie mura domestiche. 

Sicu­ri dal­le cadu­te in bagno
Soprat­tut­to in bagno, dove il pavi­men­to può esse­re sci­vo­lo­so, i mani­glio­ni e le bar­re di soste­gno sono pre­zio­si. Offro­no pre­sa e sta­bi­li­tà duran­te l’u­so del WC, nel­la doc­cia o nel­la vasca da bagno e ridu­co­no signi­fi­ca­ti­va­men­te il rischio di cadu­te. L’in­stal­la­zio­ne dovreb­be esse­re ese­gui­ta da pro­fes­sio­ni­sti. Altri mez­zi ausi­lia­ri in bagno sono sedi­li per doc­cia, WC-doc­­cia o rial­zi per WC. Una tavo­la per vasca aiu­ta a entra­re e usci­re dal­la vasca da bagno. È inol­tre impor­tan­te che le por­te del­la cabi­na doc­cia si apra­no ver­so l’e­ster­no, in modo che in caso di emer­gen­za una per­so­na biso­gno­sa di aiu­to pos­sa esse­re assi­sti­ta rapidamente. 

I rive­sti­men­ti anti­sci­vo­lo pos­so­no esse­re posa­ti in bagno, ma anche nel resto del­l’ap­par­ta­men­to. Offro­no una pro­te­zio­ne aggiun­ti­va con­tro sci­vo­la­men­ti e cadute. 

A pro­po­si­to: cosa suc­ce­de se si ha biso­gno di aiu­to per l’i­gie­ne per­so­na­le? Nei Can­to­ni esi­sto­no uffi­ci di col­lo­ca­men­to per orga­niz­za­zio­ni che offro­no i loro ser­vi­zi agli anzia­ni a un prez­zo age­vo­la­to. Diver­se orga­niz­za­zio­ni Spi­tex offro­no anch’es­se un tale ser­vi­zio, sia per l’i­gie­ne per­so­na­le che per le puli­zie dome­sti­che. Se il medi­co di fami­glia pre­scri­ve tale sup­por­to, le cas­se mala­ti copro­no una par­te dei costi. Vale quin­di la pena chiarire. 

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Un mon­ta­sca­le a pol­tron­ci­na occu­pa poco spa­zio e tra­spor­ta le per­so­ne in sicu­rez­za da un pia­no all’altro.
Un let­to con spon­de late­ra­li e fun­zio­ne di incli­na­zio­ne faci­li­ta l’in­gres­so e l’uscita.

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Una pol­tro­na alza­per­so­na mul­ti­fun­zio­na­le por­ta gli uten­ti nel­la posi­zio­ne cor­ret­ta, sia per sdra­iar­si como­da­men­te, leg­ge­re o come aiu­to per alzarsi.

Supe­ra­re soglie e gra­di­ni a casa
L’ac­ces­si­bi­li­tà è la chia­ve per il benes­se­re degli anzia­ni. Gra­zie a un ambien­te sen­za bar­rie­re, si muo­vo­no libe­ra­men­te e sen­za osta­co­li tra le pro­prie mura domestiche. 

Ram­pe e por­te lar­ghe faci­li­ta­no l’ac­ces­so e la mobi­li­tà nel­l’am­bien­te dome­sti­co. Con­sen­to­no alle per­so­ne con ausi­li per la deam­bu­la­zio­ne o in sedia a rotel­le di muo­ver­si sen­za aiu­to ester­no, pro­muo­ven­do così l’au­to­no­mia e la liber­tà nel­la vita quotidiana. 

Le sca­le pos­so­no esse­re supe­ra­te facil­men­te con un mon­ta­sca­le. I mon­ta­sca­le sono dispo­ni­bi­li in diver­se varian­ti, sia per sca­le drit­te che cur­ve. I cor­ri­ma­no fis­si sono mol­to uti­li. Instal­la­ti su entram­bi i lati, pro­teg­go­no dal­le cadu­te e offro­no mag­gio­re sicu­rez­za duran­te la sali­ta del­le scale. 

Dor­mi­re bene
Un let­to a bas­sa altez­za o let­to bas­so è un let­to per l’as­si­sten­za che può esse­re abbas­sa­to mol­to. Ciò faci­li­ta l’in­gres­so e l’u­sci­ta dal let­to per gli uten­ti e mini­miz­za il rischio di cadu­te. Un let­to con spon­de late­ra­li pro­teg­ge inol­tre dal­la cadu­ta duran­te il sonno. 

Sedu­te con com­fort extra
Sedu­te ergo­no­mi­che e facil­men­te acces­si­bi­li aumen­ta­no il com­fort e la sicu­rez­za nel­le atti­vi­tà quo­ti­dia­ne come man­gia­re, leg­ge­re o guar­da­re la tele­vi­sio­ne. Pos­so­no con­tri­bui­re a far sì che gli anzia­ni riman­ga­no auto­no­mi più a lun­go e miglio­ri­no la loro qua­li­tà di vita. Que­ste pos­so­no inclu­de­re pol­tro­ne e sedie con un ausi­lio inte­gra­to per alzarsi. 

Pic­co­li mez­zi ausi­lia­ri con gran­de effet­to dal­la Lega Reumatismo
La Lega Reu­ma­ti­smo offre mez­zi ausi­lia­ri intel­li­gen­ti che alleg­ge­ri­sco­no le arti­co­la­zio­ni e con­sen­to­no di lavo­ra­re auto­no­ma­men­te in cuci­na, ad esem­pio un apri-tap­­pi a vite. Que­sto è dota­to di gana­sce seghet­ta­te che si adat­ta­no a diver­se dimen­sio­ni di tap­pi. L’im­pu­gna­tu­ra in accia­io inos­si­da­bi­le si affer­ra con una pre­sa mor­bi­da, e gra­zie all’ef­fet­to leva è neces­sa­rio mol­to meno sfor­zo per apri­re il tap­po a vite. 

Le pen­to­le pie­ne diven­ta­no rapi­da­men­te pesan­ti. Gra­zie a un mani­co mobi­le, una pen­to­la con un’im­pu­gna­tu­ra sin­go­la ne ottie­ne rapi­da­men­te una secon­da, in modo che il peso sia distri­bui­to su entram­be le mani. Il mani­co si adat­ta a tut­te le pen­to­le ed è faci­le da appli­ca­re. Un tap­pe­ti­no anti­sci­vo­lo aiu­ta a man­te­ne­re i taglie­ri sal­da­men­te in posi­zio­ne duran­te il lavo­ro. Con­si­glio: un tale tap­pe­ti­no rispar­mia anche for­za nel­la mano che tie­ne quan­do si apro­no tap­pi o si mescola. 

La Lega Reu­ma­ti­smo offre anche un tap­pe­ti­no da taglio che pesa solo 36 gram­mi. Par­ti­co­lar­men­te pra­ti­co: essen­do fles­si­bi­le, il cibo taglia­to può esse­re fat­to sci­vo­la­re nel­la cio­to­la con entram­be le mani. 

Udi­to e vista
Se l’u­di­to o la vista dimi­nui­sco­no con l’e­tà, ciò osta­co­la enor­me­men­te la comu­ni­ca­zio­ne e l’in­te­ra­zio­ne socia­le. Le per­so­ne inte­res­sa­te dovreb­be­ro quin­di con­si­de­ra­re per tem­po l’ac­qui­sto di un appa­rec­chio acu­sti­co. Se lo richie­do­no pri­ma di rag­giun­ge­re l’e­tà pen­sio­na­bi­le ordi­na­ria, con­ti­nue­ran­no a bene­fi­cia­re del­la tute­la dei dirit­ti acqui­si­ti anche dopo. Ciò signi­fi­ca che i mez­zi ausi­lia­ri finan­zia­ti dal­l’AI con­ti­nue­ran­no a esse­re finan­zia­ti in età AVS. Se le per­so­ne inte­res­sa­te uti­liz­za­no l’ap­pa­rec­chio acu­sti­co solo in segui­to, pos­so­no richie­de­re un con­tri­bu­to ai costi all’A­VS. Simil­men­te, per gli ausi­li visi­vi per la visio­ne da vici­no: se ci si abi­tua pre­sto a occhia­li bifo­ca­li, il pas­sag­gio è più sem­pli­ce che se la visio­ne da vici­no richie­de una for­te cor­re­zio­ne.

Per le per­so­ne con pro­ble­mi di vista, le len­ti d’in­gran­di­men­to faci­li­ta­no note­vol­men­te la let­tu­ra di testi in libri, rivi­ste o su imballaggi.

Movi­men­to e alle­na­men­to mirato
Il movi­men­to fa bene al siste­ma immu­ni­ta­rio, alla salu­te psi­co­fi­si­ca, a un son­no ripo­san­te e a un peso sta­bi­le. Con un alle­na­men­to rego­la­re si pos­so­no miglio­ra­re for­za ed equi­li­brio e ridur­re signi­fi­ca­ti­va­men­te il rischio di cadute. 

Il movi­men­to fa bene al siste­ma immu­ni­ta­rio, alla salu­te psi­co­fi­si­ca, a un son­no ripo­san­te e a un peso sta­bi­le. Con un alle­na­men­to rego­la­re si pos­so­no miglio­ra­re for­za ed equi­li­brio e ridur­re signi­fi­ca­ti­va­men­te il rischio di cadute. 

I cen­tri di con­su­len­za aiutano
Se una per­so­na non è più in gra­do di pren­der­si cura di sé, il part­ner tro­va mol­to dif­fi­ci­le soste­ne­re il tra­sfe­ri­men­to di que­sta per­so­na in un’i­sti­tu­zio­ne. Dopo mol­ti anni di con­vi­ven­za, la mag­gior par­te si sen­te respon­sa­bi­le per l’al­tra per­so­na e vuo­le orga­niz­za­re que­sto pas­so da sola. Ma vale la pena chie­de­re aiu­to ai cen­tri di con­su­len­za per il pas­sag­gio a un’istituzione. 

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Gra­zie all’ef­fet­to leva del­l’a­pri-tap­pi a vite, un tap­po a vite si apre con poco sfor­zo. Fon­te: Lega Reu­ma­ti­smo Svizzera
Da uno a due: gra­zie a un mani­co mobi­le, una pen­to­la si tra­spor­ta meglio. Fon­te: Lega Reu­ma­ti­smo Svizzera 

Pun­ti di rife­ri­men­to preziosi
www.spitex.ch
www.rheumaliga.ch
www.prosenectute.ch
www.sahb.ch

Le per­so­ne assi­cu­ra­te dovreb­be­ro poter man­te­ne­re la pro­pria atti­vi­tà lavorativa.

Versicherte sollen ihre Erwerbstätigkeit erhalten. - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz
Versicherte sollen ihre Erwerbstätigkeit erhalten. - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz

Il con­trat­to tarif­fa­rio per le car­roz­zel­le distin­gue tra car­roz­zel­le elet­tri­che in elen­co e fuo­ri elen­co. Cosa significa?
Il con­trat­to tarif­fa­rio per le car­roz­zel­le distin­gue cin­que clas­si prin­ci­pa­li di car­roz­zel­le. Si trat­ta di car­roz­zel­le adat­ti­ve, car­roz­zel­le base sem­pli­ci, car­roz­zel­le per bam­bi­ni, car­roz­zel­le spe­cia­li con mol­te rego­la­zio­ni e car­roz­zel­le elettriche. 

Affin­ché una car­roz­zel­la elet­tri­ca sia in elen­co, cioè rim­bor­sa­ta dall’Assicurazione inva­li­di­tà (AI), il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to, l’importatore o il pro­dut­to­re deve pre­sen­tar­la alla com­mis­sio­ne model­li del­la com­mis­sio­ne tarif­fa­ria per l’inserimento. Que­sta la veri­fi­ca, per­ché deve sod­di­sfa­re cri­te­ri chia­ra­men­te defi­ni­ti. L’AI rim­bor­sa le car­roz­zel­le in elen­co secon­do un siste­ma for­fet­ta­rio. La dot­to­res­sa o il dot­to­re com­pi­la per la per­so­na assi­cu­ra­ta la pre­scri­zio­ne medi­ca per la for­ni­tu­ra di una car­roz­zel­la. In base a que­sta pre­scri­zio­ne vie­ne deter­mi­na­to il gra­do di disa­bi­li­tà. A secon­da del gra­do di disa­bi­li­tà, il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to rice­ve una deter­mi­na­ta som­ma per la car­roz­zel­la elet­tri­ca. Non impor­ta qua­le car­roz­zel­la dell’elenco rice­va la per­so­na assi­cu­ra­ta. Ogni car­roz­zel­la in elen­co costa all’AI lo stes­so importo. 

Quan­do è nato il con­trat­to tarif­fa­rio per le car­roz­zel­le, esi­ste­va­no solo car­roz­zel­le elet­tri­che in elen­co. Le car­roz­zel­le fuo­ri elen­co non sod­di­sfa­no tut­ti i cri­te­ri dell’elenco e non li sod­di­sfe­ran­no mai. L’esperienza ha però mostra­to che non tut­te le per­so­ne assi­cu­ra­te pos­so­no esse­re for­ni­te con pro­dot­ti in elen­co. Per que­sto si sono aggiun­te ulte­rio­ri cate­go­rie: le car­roz­zel­le elet­tri­che fuo­ri elenco. 

Qua­li cate­go­rie si distin­guo­no tra le car­roz­zel­le elet­tri­che fuo­ri elenco?
All’inizio c’era la cate­go­ria del­le car­roz­zel­le elet­tri­che per l’esterno, che chia­mia­mo anche car­roz­zel­le elet­tri­che out­door. Con il tem­po è emer­so che alcu­ne per­so­ne assi­cu­ra­te se la cava­no anche con una car­roz­zel­la elet­tri­ca più sem­pli­ce. Così si è aggiun­ta la cate­go­ria del­le car­roz­zel­le elet­tri­che per l’interno e per l’uso limi­ta­to all’esterno. Per le car­roz­zel­le fuo­ri elen­co il finan­zia­men­to fun­zio­na diver­sa­men­te: l’AI non le rim­bor­sa con una for­fet­ta­ria, ma al prez­zo di mercato. 

Le persone assicurate dovrebbero poter mantenere la propria attività lavorativa. - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per i mezzi ausiliari in Svizzera 1 Le persone assicurate dovrebbero poter mantenere la propria attività lavorativa. - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per i mezzi ausiliari in Svizzera 2 Le persone assicurate dovrebbero poter mantenere la propria attività lavorativa. - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per i mezzi ausiliari in Svizzera 3

Gite su rive sas­so­se: il JST Moun­tain Dri­ve lo ren­de possibile.
Gra­zie alle pic­co­le ruo­te ante­rio­ri e poste­rio­ri, il peso si spo­sta a secon­da che si sal­ga o si scen­da un pen­dio. L’utente si muo­ve in sicu­rez­za anche sul­la neve.
Gra­zie al JST Moun­tain Dri­ve, l’utente con­ti­nua la sua atti­vi­tà di equi­ta­zio­ne e si muo­ve in sicu­rez­za in scu­de­ria, sul­la sab­bia o sui prati.
(Imma­gi­ni 1–3: © JST Mul­ti­dri­ve AG)

Cosa può fare una car­roz­zel­la elet­tri­ca out­door e dove vie­ne utilizzata?
Que­ste car­roz­zel­le sono pro­get­ta­te per ter­re­ni acci­den­ta­ti, pra­ti o per la mon­ta­gna. Le car­roz­zel­le elet­tri­che out­door sono costrui­te in modo com­ple­ta­men­te diver­so rispet­to alle car­roz­zel­le elet­tri­che tra­di­zio­na­li. Han­no per esem­pio la tra­zio­ne inte­gra­le o una strut­tu­ra che si bilan­cia auto­ma­ti­ca­men­te in sali­ta. Alcu­ni model­li sono più lar­ghi, più robu­sti e han­no una tra­zio­ne diversa. 

Per chi è adat­ta una car­roz­zel­la del genere?
In linea di prin­ci­pio è adat­ta a chiun­que desi­de­ri una moun­tain bike su quat­tro ruo­te e ama muo­ver­si su per­cor­si non asfal­ta­ti. Rice­via­mo rego­lar­men­te richie­ste da per­so­ne che voglio­no una car­roz­zel­la elet­tri­ca out­door. Qui però abbia­mo un pro­ble­ma assi­cu­ra­ti­vo, per­ché l’AI pre­ve­de una car­roz­zel­la del gene­re solo per per­so­ne che vivo­no dove nessun’altra car­roz­zel­la fun­zio­na, oppu­re per per­so­ne che ne han­no biso­gno per svol­ge­re la pro­pria atti­vi­tà lavo­ra­ti­va. Un esem­pio di que­sto uti­liz­zo lo puoi leg­ge­re nel reso­con­to di espe­rien­za. Un altro esem­pio è un’insegnante di equi­ta­zio­ne: a cau­sa di un inci­den­te è para­ple­gi­ca, ma gra­zie a que­sta car­roz­zel­la può con­ti­nua­re a gesti­re la sua atti­vi­tà. Si muo­ve sul cam­po di sab­bia e sui pra­ti e con­du­ce i caval­li fuo­ri. Per impie­ghi di que­sto tipo l’AI finan­zia le carrozzelle. 

Qua­li model­li ci sono in Svizzera?
In Sviz­ze­ra si sono affer­ma­ti due model­li: il Magic Mobi­li­ty Extre­me X8 e il JST Moun­tain Dri­ve. L’X8 ha la tra­zio­ne inte­gra­le, ma a cau­sa dei suoi pneu­ma­ti­ci gran­di non è adat­to alle cit­tà. Con gli pneu­ma­ti­ci a pal­lon­ci­no, le gom­me si con­su­ma­no mol­to rapi­da­men­te sull’asfalto. Ha più pos­si­bi­li­tà di rego­la­zio­ne rispet­to al JST ed è adat­to a per­so­ne con limi­ta­zio­ni del­la mobi­li­tà più gra­vi. Il JST ha la tra­zio­ne a due ruo­te e dispo­ne di un siste­ma spe­cia­le che bilan­cia il peso. 

Hai testa­to per­so­nal­men­te il model­lo JST Moun­tain Dri­ve. Cosa hai fat­to e com’è sta­ta la tua esperienza?
Ero sul­lo Stoc­khorn nell’Oberland ber­ne­se. Per pri­ma cosa ho per­cor­so il sen­tie­ro escur­sio­ni­sti­co pre­di­spo­sto per i turi­sti. Face­va fred­do e pio­ve­va, per­ché il gior­no pri­ma ave­va pio­vu­to, e le con­di­zio­ni del ter­re­no era­no di con­se­guen­za pes­si­me. Però ho attra­ver­sa­to i pra­ti del­le muc­che e sono rima­sta dav­ve­ro col­pi­ta da quan­to fre­nas­se bene. In disce­sa ho lascia­to il joy­stick. Pen­sa­vo che avrei con­ti­nua­to a sci­vo­la­re sul­le ruo­te, ma non è suc­ces­so. La car­roz­zel­la si è fer­ma­ta a metà pendio. 

Ho tro­va­to mol­to pia­ce­vo­le anche il tipo di costru­zio­ne. Al cen­tro ha due ruo­te motri­ci e davan­ti e die­tro anche pic­co­le ruo­te aggiun­ti­ve. Quan­do si scen­de un pen­dio, il peso si spo­sta all’indietro, quan­do si sale in avan­ti. Ero sem­pre ben bilan­cia­ta e non ho mai avu­to la sen­sa­zio­ne di cade­re dal­la car­roz­zel­la su un pendio. 

Si può usa­re una car­roz­zel­la del gene­re anche in casa e uti­liz­za­re solo quella?
No, le car­roz­zel­le elet­tri­che out­door non sono pen­sa­te per l’interno. Il JST Moun­tain Dri­ve è trop­po lar­go a cau­sa del­la gran­de cam­pa­na­tu­ra del­le ruo­te e non pas­sa da nes­su­na por­ta stan­dard. Inol­tre vale que­sto: se que­ste car­roz­zel­le ven­go­no usa­te dove devo­no esse­re usa­te, han­no anche l’aspetto che ci si aspet­ta. Se sono sta­ta fuo­ri con la car­roz­zel­la nel fan­go o in scu­de­ria, non voglio più entrar­ci in salot­to. Il Magic Mobi­li­ty Extre­me X8 è costrui­to in modo così mas­sic­cio che, in casa, sem­bra di gira­re attor­no al tavo­lo del­la cuci­na con un car­ro arma­to. Fun­zio­na solo se qual­cu­no ha mol­tis­si­mo spa­zio e la car­roz­zel­la è adat­ta­ta in modo otti­ma­le – ma puli­ta non lo è comunque. 

Hai già accen­na­to al finan­zia­men­to. L’AI non finan­zia una car­roz­zel­la elet­tri­ca out­door a tut­te le per­so­ne inte­res­sa­te. Perché?
In linea di prin­ci­pio ha dirit­to a una car­roz­zel­la elet­tri­ca chi non rie­sce a spo­star­si auto­no­ma­men­te con una car­roz­zel­la manua­le. Se que­sta con­di­zio­ne è sod­di­sfat­ta, la per­so­na ha dirit­to a una car­roz­zel­la elet­tri­ca in elen­co. Il dirit­to a una car­roz­zel­la elet­tri­ca out­door ce l’ha solo chi ne ha biso­gno per lavo­ra­re o solo gra­zie a essa rie­sce a tor­na­re a casa. E: la per­so­na deve esse­re in gra­do di gui­dar­la da sola. 

Se però qual­cu­no desi­de­ra asso­lu­ta­men­te un model­lo del gene­re, può far­ne richie­sta all’AI. L’AI con­ce­de un con­tri­bu­to ai costi nell’ambito del­la car­roz­zel­la a cui la per­so­na avreb­be dirit­to. Il resto lo paga l’interessato/a di tasca pro­pria. Scon­si­glia­mo ai/alle nostri/e clien­ti di fare acqui­sti di que­sto tipo, per­ché così si pre­clu­do­no mol­te pos­si­bi­li­tà con l’AI: in que­sto caso la per­so­na assi­cu­ra­ta ha una car­roz­zel­la elet­tri­ca che può usa­re all’esterno. Se inol­tre ha biso­gno di una car­roz­zel­la elet­tri­ca per l’interno, con l’AI diven­ta difficile. 

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Con la sua tra­zio­ne inte­gra­le, il Magic Mobi­li­ty Extre­me X8 è il com­pa­gno idea­le nel­la natura.

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Gra­zie ai gran­di pneu­ma­ti­ci, il Magic Mobi­li­ty Extre­me X8 attra­ver­sa la sab­bia sen­za problemi.
Il Magic Mobi­li­ty Extre­me X8 è adat­ta­bi­le alle esi­gen­ze più diverse.

Una car­roz­zel­la elet­tri­ca out­door è mol­to costo­sa. Esi­sto­no per gli inte­res­sa­ti altre pos­si­bi­li­tà oltre all’AI per otte­ne­re un soste­gno finanziario?
Gli inte­res­sa­ti pos­so­no rivol­ger­si alle fon­da­zio­ni, per esem­pio Pro Infir­mis o la Fon­da­zio­ne Cere­bral. Tut­ta­via non c’è alcu­na garan­zia che paghino. 

Però: la Fon­da­zio­ne Cere­bral noleg­gia a prez­zi con­ve­nien­ti, in diver­se mete di escur­sio­ne in Sviz­ze­ra e nel Prin­ci­pa­to del Lie­ch­ten­stein, car­roz­zel­le elet­tri­che del model­lo JST Moun­tain Dri­ve, per esem­pio sul­lo Stoc­khorn, dove ero io, oppu­re al museo all’aperto Bal­len­berg. È fan­ta­sti­co, per­ché così anche chi usa la car­roz­zel­la può muo­ver­si in montagna. 

Ci sono alter­na­ti­ve per gli inte­res­sa­ti per muo­ver­si bene su sen­tie­ri non asfal­ta­ti, mol­to ripi­di e in montagna?
Un’alternativa adat­ta al fuo­ri­stra­da è lo Swiss-Trac. È un siste­ma di tra­zio­ne che gli uten­ti aggan­cia­no alla car­roz­zel­la manua­le. Tut­ta­via il ter­re­no met­te a dura pro­va la car­roz­zel­la manua­le. È impor­tan­te sape­re anche que­sto: l’AI non è respon­sa­bi­le del tem­po libe­ro del­le per­so­ne assi­cu­ra­te. Chi vuo­le acqui­sta­re uno Swiss-Trac per il tem­po libe­ro deve pagar­lo di tasca propria. 

Nel­la cate­go­ria del­le car­roz­zel­le elet­tri­che per l’interno rien­tra­no anche le car­roz­zel­le elet­tri­che pie­ghe­vo­li. Chi ha biso­gno di una car­roz­zel­la del genere?
Un esem­pio clas­si­co sono i/le pazien­ti con scle­ro­si mul­ti­pla ℠. Rie­sco­no anco­ra a cam­mi­na­re da soli, ma fuo­ri casa diven­ta len­ta­men­te dif­fi­ci­le. Spes­so men­tal­men­te non sono anco­ra pron­ti per una car­roz­zel­la elet­tri­ca, ma han­no biso­gno di un mez­zo ausiliario. 

Qua­li sono i van­tag­gi e gli svantaggi?
Que­ste car­roz­zel­le sono pen­sa­te per l’uso inter­no. Quin­di una car­roz­zel­la elet­tri­ca pie­ghe­vo­le svol­ge il suo com­pi­to se la per­so­na che la usa vuo­le anda­re al museo o al cen­tro com­mer­cia­le. I fami­lia­ri cari­ca­no sem­pli­ce­men­te la car­roz­zel­la in auto, per­ché è rela­ti­va­men­te leg­ge­ra. Si apre e si richiu­de rapi­da­men­te, è sem­pre dispo­ni­bi­le e a casa si ripo­ne facil­men­te. Però non sono car­roz­zel­le como­de: han­no un’autonomia infe­rio­re rispet­to ad altre car­roz­zel­le elet­tri­che, non sono né rego­la­bi­li né adat­ta­bi­li, non han­no sospen­sio­ni o le han­no scar­se e non han­no luci. A cau­sa del­le ruo­te pic­co­le, i mar­cia­pie­di sono insu­pe­ra­bi­li. Inol­tre non si può rego­la­re l’inclinazione del­la sedu­ta, con il rischio di cade­re fuori. 

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La car­roz­zel­la elet­tri­ca Quic­kie Q50R si pie­ga facil­men­te e si può por­ta­re in vacanza.

Tra qua­li model­li pos­so­no sce­glie­re gli interessati?
Ce ne sono mol­ti. Di soli­to dipen­de dal­la regio­ne, in base ai model­li che il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to trat­ta. Si trat­ta di pro­dot­ti di nic­chia. Rice­via­mo rela­ti­va­men­te poche richie­ste. Tut­ta­via alcuni/e clien­ti acqui­sta­no da soli un model­lo del gene­re come secon­da car­roz­zel­la elet­tri­ca, per esem­pio per le vacanze. 

Come fun­zio­na il finan­zia­men­to dell’AI per una car­roz­zel­la del genere?
Per pri­ma cosa, una per­so­na inte­res­sa­ta deve sod­di­sfa­re i requi­si­ti per la for­ni­tu­ra di una car­roz­zel­la elet­tri­ca e non deve anco­ra pos­se­der­ne una. Se poi richie­de una car­roz­zel­la elet­tri­ca pie­ghe­vo­le, in linea di prin­ci­pio il finan­zia­men­to non è un pro­ble­ma, per­ché costa meno di un model­lo in elen­co. Tut­ta­via scon­si­glia­mo ai/alle nostri/e clien­ti di otte­ne­re una car­roz­zel­la del gene­re tra­mi­te l’AI. Il nostro com­pi­to è con­si­gliar­li e anche far pre­sen­te che con un model­lo del gene­re si pre­clu­do­no più pos­si­bi­li­tà. In caso di malat­tie come la SM, è real­tà che pri­ma o poi le per­so­ne col­pi­te avran­no biso­gno di un mez­zo ausi­lia­rio miglio­re. Noi ragio­nia­mo in pro­spet­ti­va e, pen­san­do al futu­ro, con­si­glia­mo mez­zi ausi­lia­ri più dure­vo­li e adat­ta­bi­li. L’AI è inte­res­sa­ta a finan­zia­re una car­roz­zel­la che ven­ga uti­liz­za­ta per mol­ti anni e che pos­sa adat­tar­si a nuo­ve esi­gen­ze: le car­roz­zel­le pie­ghe­vo­li non sod­di­sfa­no que­sti requisiti. 

Nel­la cate­go­ria del­le car­roz­zel­le elet­tri­che per l’interno rien­tra­no le clas­si­che, pic­co­le car­roz­zel­le elet­tri­che da inter­no. Cosa le caratterizza?
Mi pia­ce chia­mar­le sedie da uffi­cio che cam­mi­na­no. Sono mol­to pic­co­le, mol­to maneg­ge­vo­li e spes­so han­no un sol­le­va­to­re inte­gra­to dell’altezza del­la sedu­ta, che per­met­te agli uten­ti di rag­giun­ge­re l’altezza di lavo­ro adat­ta. Per l’interno, come sedia da lavo­ro, sono mol­to adatte. 

Anche que­sta car­roz­zel­la elet­tri­ca è un pro­dot­to di nic­chia. Ma un pro­dot­to del gene­re ha asso­lu­ta­men­te la sua ragion d’essere. Abbia­mo già avu­to casi in cui non era pos­si­bi­le ristrut­tu­ra­re il bagno, ma gra­zie a una car­roz­zel­la del gene­re la per­so­na inte­res­sa­ta riu­sci­va a raggiungerlo. 

Un pro­dot­to del gene­re è adat­to a per­so­ne con una lie­ve limi­ta­zio­ne fisi­ca, ovve­ro con alcu­ne fun­zio­ni resi­due, come per esem­pio per­so­ne con SM allo sta­dio ini­zia­le o con emiplegia.

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Aper­ta in un atti­mo, la car­roz­zel­la elet­tri­ca Quic­kie Q50R è idea­le per le visi­te al cen­tro com­mer­cia­le. (Imma­gi­ni: 4–8: © Sun­ri­se Medi­cal AG) 

Qua­li sono gli svantaggi?
In par­te anche pic­co­le ram­pe pos­so­no far ribal­ta­re la car­roz­zel­la duran­te l’attraversamento. Per que­sto è impor­tan­te che gli inte­res­sa­ti chia­ri­sca­no con pre­ci­sio­ne dove e come voglio­no usa­re la car­roz­zel­la. Altri svan­tag­gi sono le ruo­te pic­co­le, la scar­sa auto­no­mia, l’assenza di illu­mi­na­zio­ne e, a par­te l’altezza del­la sedu­ta, non ci sono fun­zio­ni di rego­la­zio­ne. Que­sto signi­fi­ca che una car­roz­zel­la del gene­re non è adat­ta­bi­le indi­vi­dual­men­te; anche per la lar­ghez­za del­la sedu­ta le pos­si­bi­li­tà di scel­ta sono limitate. 

Qua­li model­li ci sono sul mer­ca­to svizzero?
Dipen­de anche dal riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to del­la regio­ne. Spes­so si trat­ta di pro­dot­ti che van­no e ven­go­no, qua­si come pro­dot­ti di ten­den­za. Que­ste car­roz­zel­le elet­tri­che devo­no sod­di­sfa­re mol­ti meno requi­si­ti rispet­to, per esem­pio, a una car­roz­zel­la outdoor. 

L’AI finan­zia que­ste carrozzelle?
L’AI finan­zia que­ste car­roz­zel­le se ser­vo­no come stru­men­to di lavo­ro, indi­pen­den­te­men­te dal fat­to che si trat­ti di una per­so­na con un lavo­ro d’ufficio o di una casa­lin­ga che ne ha biso­gno per svol­ge­re le pro­prie atti­vi­tà. L’AI fa tut­to il pos­si­bi­le per man­te­ne­re l’attività lavo­ra­ti­va del­le per­so­ne assicurate. 

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Pro­fi­lo
Ale­xan­dra Frey ha un diplo­ma fede­ra­le di con­ta­di­na e ha lavo­ra­to come assi­sten­te azien­da­le. In segui­to si è for­ma­ta come tera­pi­sta occu­pa­zio­na­le. Ha lavo­ra­to nel­la ria­bi­li­ta­zio­ne del­la mano e nel­la neu­ro­ria­bi­li­ta­zio­ne. Suc­ces­si­va­men­te, nel com­mer­cio spe­cia­liz­za­to in ria­bi­li­ta­zio­ne, è sta­ta respon­sa­bi­le del­le for­ni­tu­re di car­roz­zel­le e dei gusci di sedu­ta orto­pe­di­ci. Dal 2009 lavo­ra pres­so la FSCMA. All’inizio ha svol­to atti­vi­tà di con­su­len­za a Oen­sin­gen (SO), dal 2018 diri­ge il Cen­tro per mez­zi ausi­lia­ri di Itti­gen (BE). Inol­tre gui­da l’area spe­cia­li­sti­ca Mez­zi ausi­lia­ri adul­ti e, insie­me a Chri­stof Elmi­ger, l’area spe­cia­li­sti­ca Car­ro­zel­le adult pres­so la FSCMA. 

Spie­ga­to in breve
Il con­trat­to tarif­fa­rio per le car­roz­zel­le rego­la il finan­zia­men­to di tut­te le car­roz­zel­le. Si trat­ta di un accor­do com­ple­to tra i for­ni­to­ri di pre­sta­zio­ni, cioè il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to, e le assi­cu­ra­zio­ni come l’AI o le assi­cu­ra­zio­ni con­tro gli infortuni.