Depo­si­ti AI: soste­ni­bi­li e rispet­to­si del­le risorse

Werkstätte - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz 4
[Titel] - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz 13

Tut­ti gli otto Cen­tri per mez­zi ausi­lia­ri del­la FSCMA gesti­sco­no, su man­da­to del­l’Uf­fi­cio fede­ra­le del­le assi­cu­ra­zio­ni socia­li (UFAS), un depo­si­to di mez­zi ausi­lia­ri, in bre­ve depo­si­to AI. Que­sti depo­si­ti AI sono una buo­na cosa, per­ché qui i mez­zi ausi­lia­ri non più uti­liz­za­ti rice­vo­no una nuo­va vita. Gli spe­cia­li­sti li revi­sio­na­no e li ripa­ra­no per con­se­gnar­li a un nuo­vo uten­te. In tut­ta la Sviz­ze­ra cir­ca 4000 mez­zi ausi­lia­ri atten­do­no di esse­re riu­ti­liz­za­ti. Il team di Itti­gen con­se­gna ogni anno cir­ca 700 mez­zi ausi­lia­ri. Altret­tan­ti mez­zi ausi­lia­ri tor­na­no ogni anno al depo­si­to. Ma cosa suc­ce­de esat­ta­men­te in un depo­si­to AI? Una visi­ta al depo­si­to AI di Itti­gen fa luce sul­la que­stio­ne. Un esem­pio: una per­so­na ha una car­roz­zi­na, ma ora ne ha biso­gno di una nuo­va. L’AI le rila­scia un’au­to­riz­za­zio­ne di coper­tu­ra dei costi e con­tem­po­ra­nea­men­te le invia un ordi­ne di resti­tu­zio­ne. In que­sto è indi­ca­to che la per­so­na deve con­se­gna­re la vec­chia car­roz­zi­na al depo­si­to AI. Anche il team del­la FSCMA rice­ve que­sta comu­ni­ca­zio­ne e sa quin­di che una car­roz­zi­na sta per esse­re resti­tui­ta. Per la resti­tu­zio­ne ci sono diver­se pos­si­bi­li­tà: la per­so­na por­ta il mez­zo ausi­lia­rio in un depo­si­to AI o lo fa riti­ra­re dal­la FSCMA. Oppu­re por­ta il mez­zo ausi­lia­rio al riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to, che poi ne resti­tui­sce diver­si con­tem­po­ra­nea­men­te al depo­si­to AI. 

Resti­tu­zio­ne e pri­mo controllo
Arri­va­to al depo­si­to AI di Itti­gen, il mez­zo ausi­lia­rio vie­ne por­ta­to pri­ma al pia­no inter­ra­to del­l’e­di­fi­cio. Lì si tro­va­no l’a­rea di con­se­gna e il capan­no­ne, dove sono depo­si­ta­te car­roz­zi­ne resti­tui­te di vario tipo, vei­co­li elet­tri­ci, let­ti per cure e altri mez­zi ausi­lia­ri. Alcu­ne car­roz­zi­ne sem­bra­no piut­to­sto mal­ri­dot­te. Dif­fi­ci­le imma­gi­na­re che pos­sa­no tor­na­re in cir­co­la­zio­ne. Nel capan­no­ne il respon­sa­bi­le del­la con­su­len­za e il respon­sa­bi­le del­l’of­fi­ci­na sot­to­pon­go­no i mez­zi ausi­lia­ri a un pri­mo con­trol­lo. Deci­do­no qua­li mez­zi ausi­lia­ri revi­sio­na­re com­ple­ta­men­te, da qua­li pos­so­no anco­ra rica­va­re pez­zi di ricam­bio e qua­li devo­no esse­re smal­ti­ti e rici­cla­ti. Con­tras­se­gna­no i mez­zi ausi­lia­ri secon­do un siste­ma a sema­fo­ro con ade­si­vi. Il ver­de signi­fi­ca che il mez­zo ausi­lia­rio ver­rà riu­ti­liz­za­to, il ros­so è per lo smal­ti­men­to e il blu con­tras­se­gna i mez­zi ausi­lia­ri che for­ni­sco­no pez­zi di ricam­bio. Se i mez­zi ausi­lia­ri non sono più auto­riz­za­ti in Sviz­ze­ra o se il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to non for­ni­sce più pez­zi di ricam­bio, alcu­ni mez­zi ausi­lia­ri anco­ra fun­zio­nan­ti ven­go­no invia­ti in Etio­pia, dove pre­sta­no buo­ni ser­vi­zi (vedi riqua­dro). In gene­ra­le vale: se il depo­si­to AI con­se­gna model­li più vec­chi gra­tui­ta­men­te, i desti­na­ta­ri fir­ma­no che non ne trar­ran­no profitto. 

Tor­nia­mo al capan­no­ne. Gli spe­cia­li­sti ten­go­no un regi­stro pre­ci­so di ogni mez­zo ausi­lia­rio e regi­stra­no tut­ti i det­ta­gli nel loro siste­ma. In que­sto modo han­no una pano­ra­mi­ca e san­no cosa han­no in depo­si­to. Tut­ti i depo­si­ti AI han­no acces­so a que­sto data­ba­se e pos­so­no ordi­na­re un mez­zo ausi­lia­rio pres­so un’al­tra sede, se neces­sa­rio. Nel­la mag­gior par­te dei casi si trat­ta di car­roz­zi­ne. «Non spo­stia­mo deam­bu­la­to­ri e let­ti per cure da un depo­si­to all’al­tro, per­ché non è eco­no­mi­co», spie­ga Ale­xan­dra Frey. Lei diri­ge il Cen­tro per mez­zi ausi­lia­ri di Ittigen. 

Stoc­cag­gio e orga­niz­za­zio­ne intelligenti
Quan­do gli spe­cia­li­sti rici­cla­no mez­zi ausi­lia­ri, guar­da­no atten­ta­men­te e smon­ta­no acces­so­ri che potreb­be­ro esse­re uti­li per ripa­ra­zio­ni e revi­sio­ni. Mol­ti mez­zi ausi­lia­ri con­ten­go­no allu­mi­nio ed elet­tro­ni­ca. «Soprat­tut­to le car­roz­zi­ne elet­tri­che for­ni­sco­no sem­pre mate­ria­le di ricam­bio pre­zio­so», spie­ga Ale­xan­dra Frey. Ciò che rima­ne vie­ne sepa­ra­to e smal­ti­to cor­ret­ta­men­te dal team. I mez­zi ausi­lia­ri desti­na­ti al riu­ti­liz­zo si tro­va­no al secon­do pia­no del Cen­tro per mez­zi ausi­lia­ri. Lì si tro­va­no l’of­fi­ci­na e i capan­no­ni di stoc­cag­gio. Que­sti ulti­mi sono il cuo­re del depo­si­to AI. Nei capan­no­ni ci sono file di scaf­fa­li con mez­zi ausi­lia­ri non revi­sio­na­ti. Qui c’è di tut­to: da strut­tu­re per sta­re in pie­di, seg­gio­li­ni per bam­bi­ni e ram­pe a car­roz­zi­ne per bam­bi­ni, car­roz­zi­ne elet­tri­che e manua­li, fino a pro­pul­so­ri elet­tri­ci, dispo­si­ti­vi sali­sca­le, scoo­ter e let­ti per cure. Negli arma­di ci sono cusci­ni nuo­vi e nel­le cas­set­te il mate­ria­le di ricam­bio. Tut­to è ordi­na­to per tipo e dimen­sio­ne, eti­chet­ta­to e orga­niz­za­to con meto­do. Ale­xan­dra Frey defi­ni­sce il depo­si­to AI un nego­zio di arti­co­li vari. Men­tre il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to si con­cen­tra soli­ta­men­te su mez­zi ausi­lia­ri sele­zio­na­ti, i depo­si­ti AI rice­vo­no i pro­dot­ti più diversi. 

Rapi­da­men­te dispo­ni­bi­li, un van­tag­gio dei depo­si­ti AI
«Alcu­ni mez­zi ausi­lia­ri spa­ri­sco­no rapi­da­men­te, altri resta­no qui a lun­go», spie­ga Ale­xan­dra Frey. Ad esem­pio, per­ché han­no una dimen­sio­ne che si adat­ta solo a poche per­so­ne, o per­ché è un mez­zo ausi­lia­rio spe­cia­le. Quan­do qual­cu­no ha biso­gno di un mez­zo ausi­lia­rio, è pron­to entro due o tre gior­ni. Il tem­po è un van­tag­gio deci­si­vo dei depo­si­ti AI rispet­to al riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to. «Que­st’ul­ti­mo spes­so non ha gran­di magaz­zi­ni e ordi­na i mez­zi ausi­lia­ri dai pro­dut­to­ri», affer­ma Ale­xan­dra Frey. In caso di caren­ze di for­ni­tu­ra o a secon­da del­la situa­zio­ne mon­dia­le, i tem­pi di atte­sa pos­so­no allun­gar­si di mesi. Nei depo­si­ti AI il mate­ria­le è pron­to. Anche l’In­sel­spi­tal si rifor­ni­sce di mez­zi ausi­lia­ri dal depo­si­to AI di Itti­gen. «Quan­do han­no biso­gno di un let­to per cure o di una car­roz­zi­na per le cure pal­lia­ti­ve, deve esse­re velo­ce», rac­con­ta Ale­xan­dra Frey. 

L’of­fi­ci­na dona nuo­va lucentezza
Affin­ché gli spe­cia­li­sti pos­sa­no ricon­di­zio­na­re un mez­zo ausi­lia­rio, rice­vo­no un ordi­ne di offi­ci­na. Que­sto vie­ne crea­to dal­la per­so­na che ha con­si­glia­to il clien­te o la clien­te. L’or­di­ne di offi­ci­na descri­ve esat­ta­men­te come i col­la­bo­ra­to­ri del­l’of­fi­ci­na devo­no adat­ta­re il mez­zo ausi­lia­rio. Pre­le­va­no il mez­zo ausi­lia­rio cor­ri­spon­den­te dal magaz­zi­no, poi lo depo­si­ta­no in una sor­ta di sala d’at­te­sa, per­ché i col­la­bo­ra­to­ri del­l’of­fi­ci­na lavo­ra­no i mez­zi ausi­lia­ri secon­do prio­ri­tà. Spes­so un mez­zo ausi­lia­rio pas­sa sot­to la doc­cia pri­ma del­la revi­sio­ne. A tal fine il depo­si­to AI ha una stan­za sepa­ra­ta. Que­sta è dota­ta di un’i­dro­pu­li­tri­ce, una lava­tri­ce, decal­ci­fi­can­te per sedie da doc­cia e deter­gen­ti e disin­fet­tan­ti. I mec­ca­ni­ci smon­ta­no il mez­zo ausi­lia­rio, lo puli­sco­no accu­ra­ta­men­te e lo lascia­no asciu­ga­re. Suc­ces­si­va­men­te lo ricon­di­co­no, sosti­tui­sco­no il mate­ria­le vec­chio con quel­lo nuo­vo, lo ripa­ra­no e lo adat­ta­no esat­ta­men­te alla per­so­na che lo rice­ve­rà. È sor­pren­den­te la tra­sfor­ma­zio­ne che subi­sco­no i mez­zi ausi­lia­ri. Per­ché dopo il lavo­ro sem­bra­no nuo­vi e aspet­ta­no di esse­re ritirati. 

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 1
I mez­zi ausi­lia­ri usa­ti che tor­na­no al depo­si­to AI sem­bra­no a vol­te piut­to­sto danneggiati

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 10
Lo smal­ti­men­to e il rici­clag­gio cor­ret­ti sono per 2 il depo­si­to AI l’ABC.

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 3
Nei capan­no­ni di stoc­cag­gio si accu­mu­la­no mez­zi ausi­lia­ri e 3 pez­zi di ricam­bio di ogni tipo – orga­niz­za­ti con metodo.

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 4
Gra­zie all’or­di­ne di offi­ci­na i col­la­bo­ra­to­ri del­l’of­fi­ci­na san­no cosa devo­no adat­ta­re per il nuo­vo utente.

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 5
La coda di atte­sa con i mez­zi ausi­lia­ri da revisionare

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 6
In que­sta stan­za gli spe­cia­li­sti puli­sco­no i mez­zi ausiliari.

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 7
Il col­la­bo­ra­to­re del­l’of­fi­ci­na ricon­di­zio­na una car­roz­zi­na per bambini.

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 8
La strut­tu­ra per sta­re in pie­di per bam­bi­ni smon­ta­ta vie­ne riequipaggiata.

Depositi AI: sostenibili e rispettosi delle risorse - La FSCMA – La tua consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 11
Come nuo­va: una car­roz­zi­na com­ple­ta­men­te revi­sio­na­ta con dispo­si­ti­vo di trai­no è pron­ta per il ritiro.

Anco­ra in uso in Etiopia

I mez­zi ausi­lia­ri dismes­si o che non sod­di­sfa­no più le dispo­si­zio­ni lega­li del­la Sviz­ze­ra rice­vo­no un’ul­te­rio­re vita in Etio­pia. Car­roz­zi­ne e mez­zi ausi­lia­ri sono lì, come in altri pae­si afri­ca­ni, un bene raro. Il 17% del­le per­so­ne in Etio­pia vive con una disa­bi­li­tà. Le cau­se sono guer­re, malat­tie o inci­den­ti. La FSCMA sostie­ne con il suo part­ner Rol­laid di Inter­la­ken l’or­ga­niz­za­zio­ne no-pro­­fit Addis Guzo. Oltre alle dona­zio­ni di mate­ria­le, due col­la­bo­ra­to­ri del­la FSCMA viag­gia­no rego­lar­men­te in Etio­pia per for­ma­re le per­so­ne nel­l’u­so dei mez­zi ausiliari. 

Video su Addis Guzo in lin­gua inglese

Per saper­ne di più:

www.rollaid.org
www.addisguzo.com

Depo­si­ti AI: un man­da­to di prestazioni

I depo­si­ti AI pres­so la FSCMA garan­ti­sco­no che i mez­zi ausi­lia­ri usa­ti ven­ga­no man­te­nu­ti e riu­ti­liz­za­ti. Si crea così un ciclo soste­ni­bi­le che rispet­ta le risor­se e fa rispar­mia­re costi all’AI.

La FSCMA gesti­sce il depo­si­to di mez­zi ausi­lia­ri del­l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà (depo­si­to AI) su man­da­to del­l’Uf­fi­cio fede­ra­le del­le assi­cu­ra­zio­ni socia­li (UFAS). Nei depo­si­ti sono pron­ti per il riu­ti­liz­zo mez­zi ausi­lia­ri di vario tipo. Come si è arri­va­ti a que­sta col­la­bo­ra­zio­ne? In pas­sa­to era così: l’AI acqui­sta­va mez­zi ausi­lia­ri tra­mi­te il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to. I mez­zi ausi­lia­ri non più uti­liz­za­ti tor­na­va­no a enti diver­si a secon­da del­la rego­la­men­ta­zio­ne can­to­na­le. Un’im­pre­sa costo­sa e poco sen­sa­ta dal pun­to di vista eco­lo­gi­co per l’AI, per­ché acqui­sta­va sem­pre nuo­vi mez­zi ausi­lia­ri. Per que­sto moti­vo l’AI nel 1988 si mise alla ricer­ca di un’or­ga­niz­za­zio­ne indi­pen­den­te per rea­liz­za­re l’i­dea dei depo­si­ti AI. Un ente cen­tra­le dove­va gesti­re i mez­zi ausi­lia­ri, man­te­ner­li e ricon­di­zio­nar­li per il riu­ti­liz­zo. L’AI tro­vò nel­la FSCMA la solu­zio­ne, poi­ché que­sta svol­ge solo atti­vi­tà di con­su­len­za e non ope­ra essa stes­sa come riven­di­to­re specializzato. 

Un ciclo sostenibile
Anco­ra oggi l’AI acqui­sta i mez­zi ausi­lia­ri pres­so il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to e li con­se­gna in pre­sti­to alle per­so­ne che ne han­no biso­gno. Un bam­bi­no in cre­sci­ta o una per­so­na con una malat­tia pro­gres­si­va ha rapi­da­men­te biso­gno di un altro mez­zo ausi­lia­rio. La dif­fe­ren­za rispet­to al pas­sa­to è: oggi i mez­zi ausi­lia­ri usa­ti van­no in uno dei depo­si­ti AI pres­so la FSCMA. Gli spe­cia­li­sti li revi­sio­na­no e li con­se­gna­no alla per­so­na suc­ces­si­va. Un ciclo soste­ni­bi­le e rispet­to­so del­le risor­se. «Natu­ral­men­te è anche impor­tan­te che il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to con­se­gni nuo­vi mez­zi ausi­lia­ri, altri­men­ti i depo­si­ti AI un gior­no saran­no vuo­ti», spie­ga Ale­xan­dra Frey. Come si ottie­ne un mez­zo ausi­lia­rio dal depo­si­to AI? Ci sono diver­si modi. Uno sce­na­rio di esem­pio: una per­so­na che ha biso­gno di una nuo­va car­roz­zi­na si rivol­ge al riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to. Que­sto discu­te con lei qua­le model­lo e qua­li adat­ta­men­ti le ser­vo­no. Inve­ce di ven­de­re diret­ta­men­te la car­roz­zi­na e adde­bi­tar­la all’AI, il riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to deve pri­ma veri­fi­ca­re pres­so il depo­si­to AI se è dispo­ni­bi­le un model­lo adat­to. Se sì, la per­so­na rice­ve il mez­zo ausi­lia­rio dal depo­si­to AI, se no, dal riven­di­to­re spe­cia­liz­za­to. Mol­ti clien­ti del­la FSCMA cono­sco­no ormai il depo­si­to AI da anni e in caso di neces­si­tà con­tat­ta­no diret­ta­men­te anche gli spe­cia­li­sti. Se un mez­zo ausi­lia­rio del depo­si­to AI neces­si­ta di ripa­ra­zio­ni o revi­sio­ni, gli uten­ti pos­so­no rivol­ger­si in qual­sia­si momen­to all’of­fi­ci­na del depo­si­to AI. 

Sen­za profitto
Il depo­si­to AI rice­ve dal­l’AI un impor­to for­fet­ta­rio per ogni mez­zo ausi­lia­rio. Que­sto copre mate­ria­le, manu­ten­zio­ne e sti­pen­di dei col­la­bo­ra­to­ri. L’ec­ce­den­za gene­ra­ta dai depo­si­ti AI tor­na a fine anno all’U­FAS. La FSCMA non ottie­ne alcun pro­fit­to dal­la gestio­ne del depo­si­to AI. 

 

Buo­no a sapersi

Il prin­ci­pio del­l’AI reci­ta: «Esi­ste dirit­to solo a mez­zi ausi­lia­ri di ese­cu­zio­ne sem­pli­ce, fun­zio­na­le ed eco­no­mi­ca. I costi aggiun­ti­vi dovu­ti a un’e­se­cu­zio­ne diver­sa devo­no esse­re soste­nu­ti dal­l’as­si­cu­ra­to stes­so.» (Art. 2 del­l’Or­di­nan­za del Dipar­ti­men­to fede­ra­le del­l’in­ter­no con­cer­nen­te la for­ni­tu­ra di mez­zi ausi­lia­ri da par­te del­l’as­si­cu­ra­zio­ne invalidità)

La Sviz­ze­ra può pren­de­re esem­pio da Barcellona

An Barcelona kann sich die Schweiz ein Beispiel nehmen - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz
An Barcelona kann sich die Schweiz ein Beispiel nehmen - Die SAHB – Ihre unabhängige Beraterin und Dienstleisterin für Hilfsmittel in der Schweiz

Caro­li­ne Baier era un’or­ga­niz­za­tri­ce di even­ti di pro­fes­sio­ne ed era respon­sa­bi­le di diver­si even­ti pub­bli­ci nel­la cit­tà di Zuri­go. «C’e­ra sem­pre mol­to da orga­niz­za­re affin­ché tut­to fun­zio­nas­se alla per­fe­zio­ne», ricor­da la 52enne. Ama­va mol­to il suo lavo­ro, fin­ché nel 2010 la dia­gno­si di scle­ro­si mul­ti­pla ℠ le ha scom­bus­so­la­to i pia­ni. La SM è una malat­tia con mol­ti vol­ti, il cui decor­so met­te fisi­ca­men­te alla pro­va le per­so­ne colpite. 

Pri­mi sin­to­mi e il lun­go per­cor­so ver­so la diagnosi
L’or­ga­niz­za­zio­ne di even­ti è mol­to impe­gna­ti­va e lo stress aggra­va i sin­to­mi del­la malat­tia. Caro­li­ne Baier ha dovu­to, a malin­cuo­re, rinun­cia­re al suo ama­to lavo­ro. Ha tra­scor­so il tem­po gua­da­gna­to con la sua fami­glia. I suoi figli ave­va­no tre e cin­que anni quan­do ha rice­vu­to la diagnosi. 

«Retro­spet­ti­va­men­te, so di aver avu­to i pri­mi sin­to­mi già all’e­tà di 17 anni», rac­con­ta Caro­li­ne Baier. Bal­lan­do, notò che dopo poco tem­po ave­va pro­ble­mi di coor­di­na­zio­ne e non riu­sci­va più a tene­re il rit­mo. Inol­tre, ave­va costan­te­men­te infe­zio­ni alla vesci­ca. Più tar­di si aggiun­se­ro stan­chez­za e for­mi­co­lio alle brac­cia e alle gam­be. «Il mio medi­co di fami­glia lo liqui­dò come sovrac­ca­ri­co», spie­ga. Si sen­ti­va eti­chet­ta­ta come ipo­con­dria­ca e non pre­sa sul serio. 

Una malat­tia con mol­ti effet­ti collaterali
Oggi si adat­ta bene alla malat­tia e alla situa­zio­ne di vita in con­ti­nuo cam­bia­men­to. «Sono mol­to ben inte­gra­ta nel­la mia fami­glia», dice Caro­li­ne Baier e aggiun­ge: «I miei ragaz­zi e mio mari­to san­no gesti­re mol­to bene la SM e le sfi­de che ne deri­va­no». È un’im­pren­di­tri­ce e può adat­ta­re il suo ora­rio di lavo­ro al suo benes­se­re. Per­ché la SM la ral­len­ta. Anda­tu­ra atas­si­ca (atas­sia), solo il 20% del­la vista nel­l’oc­chio sini­stro a cau­sa di un dan­no per­ma­nen­te al ner­vo otti­co, distur­bi del­l’e­qui­li­brio, affa­ti­ca­men­to, rigi­di­tà mat­tu­ti­na e debo­lez­za di coor­di­na­zio­ne e con­cen­tra­zio­ne sono solo alcu­ni degli effet­ti collaterali. 

Mobi­le gra­zie ai mez­zi ausiliari
I mez­zi ausi­lia­ri sono uti­liz­za­ti quo­ti­dia­na­men­te da Caro­li­ne Baier. Un ele­gan­te basto­ne da pas­seg­gio è il suo com­pa­gno costan­te. Dopo una gra­ve rica­du­ta nel 2012, pos­sie­de una sedia a rotel­le atti­va con un moto­re elet­tri­co mon­ta­bi­le e una ruo­ta aggiun­ti­va com­ple­men­ta­re. Può mon­tar­la lei stes­sa sul­la sedia a rotel­le. Soprat­tut­to quan­do i bam­bi­ni era­no pic­co­li, pote­va così supe­ra­re sen­za pro­ble­mi sen­tie­ri di ghia­ia o pra­ti per rag­giun­ge­re il par­co gio­chi. «Non è sta­to faci­le con­vin­ce­re l’AI che una sedia a rotel­le da fuo­ri­stra­da è buo­na per il ter­re­no, ma per me nel­la vita di tut­ti i gior­ni è poco pra­ti­ca a cau­sa del cari­co in auto», rac­con­ta Caro­li­ne Baier. Oggi uti­liz­za anche un moto­re elet­tri­co per sedie a rotel­le atti­ve, lo Smoov. Anche que­sto lo mon­ta lei stes­sa sul­la sedia a rotel­le. Dal 2019 è anche orgo­glio­sa pro­prie­ta­ria di un Alinker. 

Alin­ker – Bici­clet­ta sen­za peda­li per una mag­gio­re autonomia
L’A­lin­ker è una bici­clet­ta sen­za peda­li a tre ruo­te. È pro­get­ta­ta per le per­so­ne che voglio­no rima­ne­re atti­ve e mobi­li in modo auto­no­mo. Con l’A­lin­ker, Caro­li­ne Baier si muo­ve in equi­li­brio, all’al­tez­za degli occhi e alleg­ge­ri­ta dal pro­prio peso corporeo. 

Caro­li­ne Baier è così entu­sia­sta del­l’A­lin­ker che dal 2019 detie­ne i dirit­ti per la sua distri­bu­zio­ne in Sviz­ze­ra, Ger­ma­nia e Austria. Gli inte­res­sa­ti pos­so­no pro­va­re l’A­lin­ker pres­so Caro­li­ne Baier pri­ma del­l’ac­qui­sto. Attual­men­te la bici­clet­ta sen­za peda­li non è nel­l’e­len­co dei mez­zi ausi­lia­ri del­l’AI, ma in sin­go­li casi que­sta ne copre i costi. 

Tem­po per ripren­der­si e rac­co­glie­re impressioni
Il movi­men­to è per Caro­li­ne Baier un equi­li­brio idea­le al lavo­ro. Pri­ma era mol­to spor­ti­va, oggi fa fit­ness ogni gior­no e va rego­lar­men­te all’ip­po­te­ra­pia. Insie­me a suo mari­to, par­te­ci­pa anche rego­lar­men­te agli even­ti spor­ti­vi dei suoi figli, che si distin­guo­no come gio­va­ni atle­ti nel­la pal­la­vo­lo e nel cal­cio. «Sono dav­ve­ro bra­vi», dice la mam­ma orgogliosa. 

Ma anche il perio­do più bel­lo del­l’an­no non man­ca alla fami­glia. Per Caro­li­ne Baier e suo mari­to, le vacan­ze spes­so sono in Fran­cia. Nel baga­glio ci sono tut­ti i mez­zi ausi­lia­ri mobi­li: la sedia a rotel­le con tut­ti gli acces­so­ri, la Hase Bike con assi­sten­za elet­tri­ca e natu­ral­men­te l’A­lin­ker. Per l’A­lin­ker e la sedia a rotel­le han­no pro­get­ta­to un rimor­chio per bici­clet­te che pos­so­no trai­na­re. Seb­be­ne Caro­li­ne Baier si muo­va anco­ra a pie­di con il basto­ne, può ricor­re­re a que­sti mez­zi ausi­lia­ri quan­do visi­ta una cit­tà o altre attra­zio­ni. «Le mie for­ze non basta­no più per cam­mi­na­re o anda­re in bici­clet­ta per ore», dice Caro­li­ne Baier. 

Nel 2023 la fami­glia ha viag­gia­to a Bar­cel­lo­na. Ha por­ta­to con sé l’A­lin­ker. È pie­ghe­vo­le e non è sta­to un pro­ble­ma por­tar­lo in aereo. Caro­li­ne Baier è rima­sta entu­sia­sta di Bar­cel­lo­na. «La cit­tà è mol­to ben attrez­za­ta per le esi­gen­ze del­le per­so­ne con disa­bi­li­tà», spie­ga. Si può, ad esem­pio, noleg­gia­re spon­ta­nea­men­te una sedia a rotel­le, e ci sono taxi appo­si­ta­men­te attrez­za­ti, con­tras­se­gna­ti per il tra­spor­to di sedie a rotel­le. «La Sviz­ze­ra dovreb­be pren­de­re esem­pio», dice. Le sue espe­rien­ze con l’A­lin­ker nei tra­spor­ti pub­bli­ci sviz­ze­ri non sono mol­to buo­ne. Non è – a dif­fe­ren­za del­le sedie a rotel­le e dei deam­bu­la­to­ri – un mez­zo ausi­lia­rio sog­get­to a obbli­go di tra­spor­to. Nono­stan­te tut­ti gli osta­co­li, Caro­li­ne Baier rima­ne posi­ti­va e si con­cen­tra su ciò che può fare, e aggiun­ge: «Ram­ma­ri­car­si per ciò che non è più pos­si­bi­le non ser­ve a nulla». 

La Svizzera può prendere esempio da Barcellona - La FSCMA – La vostra consulente indipendente e fornitrice di servizi per i mezzi ausiliari in Svizzera 1 La Svizzera può prendere esempio da Barcellona - La FSCMA – La vostra consulente indipendente e fornitrice di servizi per i mezzi ausiliari in Svizzera 2

Gra­zie all’A­lin­ker, chiac­chie­ra con sua madre all’al­tez­za degli occhi men­tre fa shop­ping a Barcellona.
Sightseeing a Bar­cel­lo­na: con l’A­lin­ker, Caro­li­ne Baier si muo­ve in autonomia.