Un braccio robotico innovativo offre nuove libertà alle persone con paralisi elevata. In un contesto di mezzi ausiliari in rapida evoluzione, la FSCMA cerca e trova soluzioni, seguendo rigorosamente il motto «Troviamo soluzioni», per permettere la distribuzione di questi mezzi ausiliari all’interno del sistema esistente in Svizzera.
Un mezzo ausiliario rivoluzionario sta attualmente attirando l’attenzione in Svizzera – e suscitando discussioni giuridiche e di diritto delle assicurazioni sociali. Si tratta di un braccio robotico che può essere fissato direttamente a una sedia a rotelle elettrica o a un tavolo. Con la sua tecnica di presa a tre dita e il controllo sensoriale, consente alle persone con paralisi elevata di svolgere attività che per molti altri sono scontate – come mangiare, bere, toccarsi il viso, grattarsi la testa o sistemare gli occhiali. Questo braccio robotico permette alle persone con paralisi grave un passo decisivo verso l’autodeterminazione e la partecipazione alla vita quotidiana. Le funzioni e i vantaggi sono descritti in modo impressionante nel resoconto dell’esperienza con Severin Bischof.
Tecnologia con prospettive
La mano robotica è dotata di sensori che l’utente può controllare autonomamente. Viene controllata tramite il joystick già presente sulla sedia a rotelle elettrica o tramite metodi di input speciali come il controllo con la lingua, il controllo a suzione-soffio, il controllo oculare, con la testa o con il piede. Questo a seconda delle capacità individuali della persona interessata. La tecnologia si adatta quindi in modo altamente personalizzato alle esigenze degli utenti.
Il valore aggiunto è evidente: le persone con tetraplegia completa o elevata o con limitazioni comparabili come la sclerosi multipla ℠ o la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) non dipendono più costantemente dall’aiuto di terzi per semplici azioni di cura personale. Recuperano invece un pezzo di autonomia – una vita autodeterminata diventa così per la prima volta concretamente raggiungibile. Chi ha visto anche solo una volta come, durante una prima prova di un braccio robotico di questo tipo, l’espressione del viso delle persone colpite, «prigioniere nel proprio corpo», si trasforma energicamente in un sorriso raggiante, sa immediatamente quale dimensione si apre per loro grazie a questi mezzi ausiliari. Proprio per questo la FSCMA si impegna a spianare il percorso, spesso accidentato, fino al finanziamento.

Un esoscheletro, come quello utilizzato nei cantieri edili, fornisce agli utenti una dose extra di forza quando le braccia si stancano e allo stesso tempo alleggerisce il collo. (Foto: Festool)
Sfida legale e caso precedente
Per quanto convincente sia lo sviluppo tecnico, altrettanto accidentato è stato e continua a essere il suo percorso attraverso le istanze del diritto delle assicurazioni sociali. Il braccio robotico attualmente non può essere assegnato ad alcuna categoria di mezzi ausiliari dell’ordinanza del DFI concernente la fornitura di mezzi ausiliari da parte dell’assicurazione invalidità (OMeAI). L’OMeAI risale a un’epoca in cui tali tecnologie semplicemente non esistevano ancora.
Il braccio robotico non soddisfa la definizione di mezzo ausiliario secondo il Tribunale federale. La definizione è descritta con precisione in diverse sentenze del Tribunale federale. Di conseguenza, gli uffici AI hanno inizialmente respinto le prime richieste di assunzione dei costi. Il braccio robotico non è direttamente assegnabile a una categoria dell’OMeAI, il che ha portato a decisioni di rigetto.
L’intervento di un tribunale amministrativo ha dato movimento alla questione. In un caso concreto, un richiedente con paralisi grave ha fatto ricorso contro il rifiuto dell’ufficio AI cantonale e ha ottenuto ragione. L’argomento decisivo per il giudice è stata la struttura di costi comparabile di una protesi di braccio mioelettrica: una protesi che sostituisce il braccio dalla spalla alle dita comporta costi simili. Anche quando la persona interessata possiede ancora, ad esempio, una seconda mano funzionante. In tali casi l’ufficio AI assume i costi senza mettere in discussione l’adeguatezza. A differenza del braccio robotico, una protesi di questo tipo viene collegata al corpo della persona interessata e può essere chiaramente assegnata a una categoria di mezzi ausiliari dell’OMeAI (cifra 1.02 OMeAI).

neo1 è stato sviluppato appositamente per persone con funzionalità limitata di braccia e mani. (Foto: Vincent Systems GmbH)
Supporto tecnico specializzato da parte della FSCMA
La valutazione approfondita della FSCMA ha avuto un ruolo essenziale nella sentenza positiva del tribunale. Ha confrontato i bracci robotici assistivi con le soluzioni protesiche classiche e ha dimostrato un rapporto costi-benefici equilibrato. È emerso chiaramente che l’utilità della tecnologia robotica nella vita quotidiana per le persone interessate va ben oltre l’aspetto puramente meccanico – perché consente una vita autodeterminata.
Nuova direttiva e prassi futura
Sulla base della sentenza del tribunale cantonale, agli uffici AI viene suggerito che i bracci robotici assistivi possano essere sussunti sotto la cifra dei mezzi ausiliari relativa alle protesi di braccio. In futuro spetterà quindi al singolo ufficio AI decidere sull’assunzione dei costi sulla base della proporzionalità individuale – tenendo conto della situazione abitativa, della dipendenza dalla rendita e del potenziale di autonomia. Nella Svizzera federalista i cantoni possono decidere in modo diverso.
Un mezzo ausiliario con effetto segnale per il futuro
Lo sviluppo del braccio robotico per le persone interessate segna un progresso significativo nel campo delle tecnologie assistive. Si entra in un territorio inesplorato sia dal punto di vista tecnico che giuridico-sociale. Il caso precedente ora stabilito spiana la strada per un’integrazione più sistematica di questa innovazione nella fornitura di mezzi ausiliari. Resta da sperare che la regolamentazione segua rapidamente – e che alle persone con limitazioni gravissime venga spianata la strada verso una vita autodeterminata non solo tecnicamente, ma anche legalmente. La FSCMA spera in molti volti raggianti durante le prossime prime prove del nuovo mezzo ausiliario.

L’ortesi mioelettrica per la mano Exomotion® hand one rileva i segnali muscolari esistenti e li converte in movimenti di presa. (Foto: HKK Bionics GmbH)
Innovazioni tecnologiche per una maggiore indipendenza
I mezzi ausiliari tecnologici aprono alle persone con gravi limitazioni fisiche nuove strade verso una maggiore autodeterminazione. Sistemi di assistenza a controllo vocale, esoscheletri moderni o controlli intelligenti per sedie a rotelle mostrano come le innovazioni digitali possano migliorare in modo duraturo la qualità della vita.
L’elettrotecnica digitale ha fatto progressi notevoli che aprono alle persone con gravi limitazioni fisiche nuove strade verso una maggiore autonomia e qualità della vita. Dagli esoscheletri mioelettrici ai controlli intelligenti per sedie a rotelle fino ai veicoli parzialmente autonomi – la gamma di tecnologie assistive cresce costantemente.
Dispositivi a controllo vocale
Grazie agli assistenti vocali comuni, come Siri o Alexa, oggi diversi dispositivi possono essere controllati tramite comandi vocali. La luce si accende, il riscaldamento può essere regolato, la telecamera davanti alla porta di casa mostra chi c’è davanti all’abitazione e la porta elettrica può essere controllata tramite comandi vocali. Grazie allo smartphone, anche le persone con paralisi gravissima possono beneficiare di queste tecnologie. La FSCMA supporta e consiglia gli interessati in tutta la Svizzera direttamente sul posto, perché molte persone interessate hanno bisogno di aiuto nell’utilizzo di tali assistenti.
Esoscheletri: nuova mobilità grazie alla tecnologia
Un esoscheletro è una struttura meccanica indossata esternamente sul corpo che supporta o rafforza chi lo indossa. Ad esempio durante il lavoro fisico nell’industria o nei cantieri. L’idea alla base è quella di supportare il corpo con un corsetto di supporto. Aziende come Hilti o Festool hanno aperto un proprio settore per gli esoscheletri. Oltre al contesto professionale, esistono anche esoscheletri per la riabilitazione e l’uso privato nella vita quotidiana come mezzi ausiliari per persone con disabilità. Grazie ad essi, le persone con paralisi o debolezza muscolare recuperano parzialmente le funzioni motorie perdute. Aiutano ad esempio ad alzarsi, a camminare o a sollevare oggetti.

Munevo Drive riconosce i movimenti della testa e li converte in segnali di controllo per la sedia a rotelle elettrica. (Foto: Munevo GmbH)
neo1 di Vincent Systems
neo1 è un esoscheletro mioelettrico per l’estremità superiore che può essere indossato sotto i vestiti. È stato sviluppato appositamente per persone con funzionalità limitata di braccia e mani, ad esempio dopo ictus o lesioni del plesso. Rilevando i segnali muscolari, consente movimenti mirati e supporta così il recupero delle capacità quotidiane.
Exomotion® hand one di HKK Bionics
Exomotion® hand one è un’ortesi mioelettrica per la mano che consente alle persone con paralisi flaccida o spastica della mano di afferrare nuovamente. Rileva i segnali muscolari presenti – anche da gruppi muscolari alternativi – e li converte in movimenti di presa. Questo facilita molte attività quotidiane e promuove l’autonomia.
Controllo intelligente della sedia a rotelle: munevo Drive o MyEcc
Per le persone con mobilità molto limitata, munevo Drive offre una soluzione innovativa. Questo sistema intelligente di controllo della sedia a rotelle si basa su occhiali smart che riconoscono i movimenti della testa e li convertono in segnali di controllo per la sedia a rotelle elettrica. In questo modo gli utenti possono controllare la loro sedia a rotelle a mani libere e in modo intuitivo – un’elegante alternativa ai sistemi di controllo convenzionali. Gli occhiali possono essere gestiti con poco sforzo nel deposito di mezzi ausiliari della FSCMA. Il costo elevato dell’acquisto si relativizza di conseguenza.
Con MyEcc una sedia a rotelle viene controllata tramite i movimenti dell’iride. Anche questa opzione di controllo consente alle persone interessate di recuperare un pezzo di autodeterminazione. La FSCMA ha già abbattuto importanti ostacoli nel campo del controllo speciale per gli enti finanziatori come l’AI o la Suva e quindi anche per le persone interessate.
Veicoli autonomi: la mobilità del futuro
Le auto a guida autonoma potrebbero svolgere in futuro un ruolo significativo per la mobilità delle persone con disabilità. Un grande potenziale è offerto dai veicoli di livello di autonomia 5, che operano completamente senza intervento umano. Dal 2016 al 2021 a Sion circolavano gli SmartShuttle «Valère» e «Tourbillon» di PostAuto. Sono stati i primi veicoli autonomi al mondo ad essere utilizzati nel trasporto pubblico. La FSCMA vede in questo settore un’utilità meravigliosa, ma finora non realizzabile, per le persone con gravi limitazioni. Come sarebbe se una persona in sedia a rotelle potesse salire autonomamente in auto, inserire la destinazione del viaggio e arrivare a destinazione in sicurezza? Prima che ciò avvenga, ci sono ancora alcune sfide da superare:
– Fissaggio della sedia a rotelle: il fissaggio sicuro e autonomo delle sedie a rotelle nel veicolo non è ancora completamente automatizzato. Sistemi di aggancio come Dahl VarioDock™ offrono soluzioni flessibili, ma spesso richiedono adattamenti manuali.
– Standardizzazione: la varietà di modelli di sedie a rotelle rende difficile lo sviluppo di sistemi di aggancio uniformi. Sarebbe necessaria una standardizzazione a livello di settore per garantire un’ampia compatibilità.
– Quadro normativo: in molti paesi, anche in Svizzera e in Germania, i veicoli completamente autonomi di livello 5 non sono ancora autorizzati per legge. Progetti pilota in città come Amburgo o negli Stati Uniti mostrano tuttavia già i primi successi. Nel campo dei mezzi ausiliari assistivi ci sono ancora molti ostacoli da rimuovere. Anche il concetto di mezzo ausiliario, che dal punto di vista giuridico è soddisfatto solo se viene indossato sul corpo, deve essere ripensato.

MyEcc controlla la sedia a rotelle mediante i movimenti dell’iride. (Foto: HomeBrace)
I mezzi ausiliari digitali come opportunità per una maggiore inclusione
Le tecnologie presentate mostrano in modo impressionante come le innovazioni digitali possano contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone con limitazioni fisiche. Mentre gli esoscheletri e i sistemi di controllo intelligenti trovano già oggi applicazione nella vita quotidiana, l’integrazione dei veicoli autonomi deve ancora affrontare alcune sfide. Con il progredire della ricerca, lo sviluppo tecnico e l’adeguamento normativo, anche questi ostacoli potrebbero essere superati – sulla strada verso una mobilità più inclusiva per tutti.
Gli specialisti della FSCMA sono aperti alle nuove tecnologie e trovano sempre soluzioni. Anche nella collaborazione con l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali si cercano modi per individuare quali ulteriori opzioni di finanziamento possano essere prese in considerazione e dove. La FSCMA ha in questo settore la funzione consultiva di oggettivare i nuovi mezzi ausiliari dal punto di vista tecnico specializzato e di evidenziare vantaggi e svantaggi.

Lo SmartShuttle «Tourbillon» ha circolato autonomamente a Sion tra il 2016 e il 2021. (Foto: PostAuto)