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«Mi pia­ce­reb­be fare un lavo­ro in futuro»

È nel pie­no del­la vita e ha gran­di pro­get­ti, anche se può muo­ver­si poco e non può par­la­re. A cau­sa di un distur­bo moto­rio cere­bra­le, Nour è gra­ve­men­te com­pro­mes­sa. Ma gra­zie a un alle­na­men­to mira­to e all’au­si­lio comu­ni­ca­ti­vo adat­to, l’a­do­le­scen­te vie­ne sup­por­ta­ta e può comu­ni­ca­re con l’am­bien­te cir­co­stan­te. E lo fa. 

  • von Annette Bartholdi

Nour è nata in Tuni­sia nel 2002, ma dal 2004 vive in Sviz­ze­ra con i suoi geni­to­ri. Qui la fami­glia ha tro­va­to una nuo­va casa. Altre due bam­bi­ne han­no com­ple­ta­to la feli­ci­tà fami­lia­re: nel 2005 è nata Lina e nel 2012 Maja. Tut­te loro costi­tui­sco­no una soli­da base per Nour. La sedi­cen­ne ha una gra­ve com­pro­mis­sio­ne di tut­ta la sua motri­ci­tà ed è dipen­den­te dal­l’a­iu­to ester­no in tut­ti gli ambi­ti del­la vita. Sof­fre di un distur­bo moto­rio cerebrale. 

Ben sup­por­ta­ta e accom­pa­gna­ta ad Aarhus
In que­sta malat­tia, la motri­ci­tà fine e, a secon­da del­la gra­vi­tà, la motri­ci­tà gros­so­la­na sono limi­ta­te. Nour è così gra­ve­men­te com­pro­mes­sa nel­la sua capa­ci­tà di movi­men­to che non può ese­gui­re azio­ni con gli arti. Ciò signi­fi­ca che non può sta­re in pie­di, cam­mi­na­re o muo­ve­re le brac­cia in modo mira­to. Inol­tre, non può parlare. 

Una limi­ta­zio­ne fisi­ca non ha mai nul­la a che fare con le capa­ci­tà cogni­ti­ve. Così Nour va anche a scuo­la. A cau­sa del­le gran­di e mol­te­pli­ci com­pro­mis­sio­ni e del­l’in­ten­so sup­por­to nel­l’ap­pren­di­men­to, non fre­quen­ta una scuo­la rego­la­re, ma la scuo­la supe­rio­re ad Aarhus. La Fon­da­zio­ne Aarhus è un luo­go dove vive­re, abi­ta­re e impa­ra­re. Le per­so­ne con disa­bi­li­tà fisi­che e mul­ti­ple ven­go­no accom­pa­gna­te pro­fes­sio­nal­men­te e sup­por­ta­te nel loro per­cor­so. Gli spe­cia­li­sti pro­muo­vo­no i pun­ti di for­za dei loro pro­tet­ti e offro­no loro aiu­to dove necessario. 

C’è mol­to di più che annui­re e scuo­te­re la testa
Per dare una voce a Nour e inte­ra­gi­re con lei, era neces­sa­ria una pos­si­bi­li­tà di comu­ni­ca­zio­ne. All’i­ni­zio, il suo ambien­te, cioè i suoi refe­ren­ti ad Aarhus e la sua fami­glia, le pone­va­no doman­de chiu­se. Lei affer­ma­va annuen­do e nega­va scuo­ten­do la testa. Con l’a­iu­to di pit­to­gram­mi, cioè imma­gi­ni e sim­bo­li, e foto, le face­va­no del­le pro­po­ste tra cui pote­va sce­glie­re. Pre­sto gli spe­cia­li­sti del­la scuo­la e in par­ti­co­la­re le logo­pe­di­ste rico­nob­be­ro che Nour era capa­ce di mol­to di più. 

Oggi usa il dispo­si­ti­vo di comu­ni­ca­zio­ne Grid Pad Eye 13 con con­trol­lo ocu­la­re inte­gra­to, che dispo­ne del soft­ware Lite­rAA­cy. La gio­va­ne don­na sele­zio­na una tastie­ra su scher­mo con gli occhi e scri­ve con essa. Una pre­vi­sio­ne del­le paro­le e i pit­to­gram­mi sup­por­ta­no ulte­rior­men­te il pro­gram­ma. Dal­la sele­zio­ne del­le paro­le, sce­glie la paro­la cor­ri­spon­den­te e for­ma così inte­re fra­si. Il voca­bo­la­rio di base vie­ne costan­te­men­te adat­ta­to e amplia­to. Le paro­le che usa fre­quen­te­men­te le ven­go­no pro­po­ste più rapi­da­men­te da Lite­rAA­cy. Il soft­ware impa­ra quin­di con lei e faci­li­ta mol­to l’u­so a Nour. In que­sto modo l’a­do­le­scen­te comu­ni­ca con il suo ambien­te. «Lo fa mol­to bene, anche se l’as­sem­blag­gio di paro­le o inte­re par­ti di fra­se richie­de mol­to tem­po», rac­con­ta sua madre. 

«Mi piacerebbe fare un lavoro in futuro» – La FSCMA – La vostra consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 1 «Mi piacerebbe fare un lavoro in futuro» – La FSCMA – La vostra consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera
Sini­stra: La sedi­cen­ne Nour è gra­ve­men­te com­pro­mes­sa fisi­ca­men­te a cau­sa di un distur­bo moto­rio cerebrale.
Destra: Il dispo­si­ti­vo di comu­ni­ca­zio­ne Grid Pad Eye 13, dota­to del soft­ware Lite­rAA­cy, sosti­tui­sce il suo lin­guag­gio parlato.

Par­te­ci­pa­re alla vita socia­le e comu­ni­ca­re è importante
Uti­liz­za­re quo­ti­dia­na­men­te que­sto mez­zo ausi­lia­rio favo­ri­sce lo svi­lup­po ed è impor­tan­te per amplia­re e appli­ca­re il voca­bo­la­rio. Il team inter­di­sci­pli­na­re di Aarhus sup­por­ta Nour nel­l’u­so del dispo­si­ti­vo di comu­ni­ca­zio­ne nel­la sua vita quo­ti­dia­na. Così par­te­ci­pa alla vita sco­la­sti­ca e socia­le, si impe­gna, con­di­vi­de biso­gni ed espe­rien­ze, pone doman­de e discu­te. «A casa è nostro com­pi­to inco­rag­giar­la e sti­mo­lar­la», dice sua madre. La col­la­bo­ra­zio­ne a tut­ti i livel­li è la chia­ve affin­ché Nour si svi­lup­pi in modo otti­ma­le e sia integrata. 

Nour por­ta con sé il suo dispo­si­ti­vo di comu­ni­ca­zio­ne ogni vol­ta che è pos­si­bi­le. È fis­sa­to alla sedia a rotel­le con una con­so­le. La gio­va­ne don­na non ha qua­si timo­re di comu­ni­ca­re aper­ta­men­te. «Nel tem­po libe­ro le pia­ce ascol­ta­re musi­ca e fare qual­co­sa con le sue sorel­le», con­ti­nua sua madre. Le due la accom­pa­gna­no al cen­tro gio­va­ni­le, dove può col­ti­va­re ami­ci­zie, scam­bia­re idee o anche fare qual­che scioc­chez­za con gli ami­ci. Come ogni gio­va­ne don­na, a Nour pia­ce anche fare shop­ping o anda­re al cine­ma con le sue sorel­le, dove guar­da­no film per ragaz­zi. «Ma la cosa che mi ren­de più feli­ce sono le vacan­ze», comu­ni­ca Nour. La fami­glia tra­scor­re le vacan­ze in Tuni­sia, dove visi­ta­no i paren­ti, van­no in spiag­gia e fan­no il bagno in mare. 

Mol­to alle­na­men­to fisico
Oltre al dispo­si­ti­vo di comu­ni­ca­zio­ne, Nour uti­liz­za altri mez­zi ausi­lia­ri. Si muo­ve con una sedia a rotel­le manua­le, ma non può azio­nar­la da sola. Nel­l’ap­par­ta­men­to al pia­no ter­ra del­la fami­glia sono sta­ti appor­ta­ti anche alcu­ni adat­ta­men­ti per faci­li­ta­re il lavo­ro di sup­por­to ai suoi geni­to­ri. Così il bagno è sta­to dota­to di una sedia da doc­cia aggiun­ti­va. Poi­ché è par­ti­co­lar­men­te impor­tan­te alle­na­re e pro­muo­ve­re la capa­ci­tà di movi­men­to esi­sten­te, sono dispo­ni­bi­li appo­si­ti dispo­si­ti­vi tera­peu­ti­ci. Ad esem­pio, un tri­ci­clo e un Mey-Wal­­ker. Con que­st’ul­ti­mo si alle­na prin­ci­pal­men­te ad Aarhus sot­to super­vi­sio­ne tera­peu­ti­ca. Un cor­set­to e orte­si alle gam­be sup­por­ta­no la sta­bi­li­tà del suo tron­co. Ad Aarhus, Nour ha un tela­io per sta­re in pie­di. Con esso par­te­ci­pa alle lezio­ni in posi­zio­ne eret­ta. «A casa la sup­por­tia­mo uti­liz­zan­do i diver­si mez­zi ausi­lia­ri», con­ti­nua sua madre. 

Cosa rispon­de Nour alla doman­da su qua­li sia­no i suoi sogni più gran­di? «Mi pia­ce­reb­be fare un lavo­ro in futu­ro». Qua­le, deve anco­ra pen­sar­ci, dato che non tut­te le pos­si­bi­li­tà le sono aper­te. Inol­tre, vuo­le viag­gia­re in altri pae­si e cono­sce­re cul­tu­re. «Un gior­no vor­rei anche spo­sar­mi e met­te­re su fami­glia», dice l’a­do­le­scen­te pie­na di vita. 

«Mi piacerebbe fare un lavoro in futuro» – La FSCMA – La vostra consulente e fornitrice di servizi indipendente per mezzi ausiliari in Svizzera 2
Nour con­trol­la il dispo­si­ti­vo con gli occhi e scri­ve con esso – così comu­ni­ca con l’am­bien­te circostante.